I mille volti dell’arte digitale: torna Digitalife

La mostra organizzata dalla Fondazione Romaeuropa, alla sua terza edizione, si pone obiettivi ancora più ambiziosi: raddoppia lo scenario e triplica le location: Macro Testaccio, ex GIL e Opificio Telecom Italia (dove si tengono conferenze e proiezioni). Per raccontare la storia dell’incrocio fra arte, tecnologia e performance. Fino al 16 dicembre a Roma.

Digitalife 2012 – Filippo Berta

La “furia” di quella “cometa”, come Michael Rush ha definito la videoarte, continua a brillare. Ne è testimonianza Digitalife 2012 – Human Connections, progetto della Fondazione Romaeuropa realizzato in partnership con Telecom Italia. La mostra ha come protagonisti alcuni nomi storici del mondo della videoarte come Nam June Paik, Vito Acconci e Marina Abramović, promotori delle prime sperimentazioni tra performance e video, fino a giungere agli artisti emergenti, che sembrano ormai aver assimilato a fondo il mezzo tecnologico, trasformandolo nello strumento primario di una forma di indagine più intima e sociale. L’adattabilità dell’immagine video, la sua fruibilità e plasmabilità, rende ormai superata la definizione stessa di “videoarte”, ormai obsoleta se messa a confronto con molte delle opere esposte. È dunque un doppio scenario quello offerto da questa rassegna, che vede al Macro Testaccio un confronto profondo tra arti visive, digitale, performing arts e fotografia, mentre all’Ex-Gil mette a fuoco una relazione più sottile tra lo spazio e il suo vivere attraverso l’arte tecnologica.

Digitalife 2012 – Nam June Paik

La dualità espositiva della mostra accentua il confronto tra le opere, non in modo dialettico, ma paragonabile a un “coro” a più voci, in cui ogni spettatore può percepire note comuni e dissonanti nella visione delle opere dei ventiquattro artisti presenti. L’obiettivo comune è quello di celebrare la consapevolezza multi-espressiva dell’arte elettronica e la sua multi-disciplinarietà. Non mancano infatti richiami alla danza, alla musica, al teatro, al cinema e all’arte del passato. Si pensi ad esempio all’opera di Lech Majewski, Bruegel Suite, in cui la realtà pittorica della celebre opera del maestro fiammingo La salita al calvario (1564) rinasce nel movimento concessole dal video, permettendo all’osservatore di entrare nel vivo della scena e nella realtà visionaria del pittore.
La sperimentazione artistica del video, che alle origini aveva un atteggiamento critico verso il piccolo schermo, si è ormai affermata come una modalità sempre più efficace con la quale prendere consapevolezza del nostro vivere, delle nostre relazioni, del nostro essere e del nostro comunicare. Questa è per esempio la logica dell’installazione di Francesca Montinaro Audience (2011, esposta all’Ex-Gil) in cui il visitatore, da spettatore, diventa “soggetto”, sottoposto agli sguardi degli altri e contemporaneamente, fonte di stimoli e reazioni per il pubblico “video-presente”, con il quale innesta una relazione ingannevole, perché razionalmente comandata. L’aspetto visivo, intellettuale ed emotivo di queste sperimentazioni implica un’interazione fisica, spontanea o stimolata, che si accompagna ad un dialogo più psicologico e intimo.

Digitalife 2012 – NoidealLab

Fra i temi delle opere esposte all’Ex-Gil si può percepire anche un richiamo alla natura, come semplice evocazione o ricreazione di un ambiente che sembra sempre più distante dalle nostre sensibilità moderne; il ritmo dell’acqua nell’opera di Noidelab, le lumache e le loro scie vitali dei Quiet Ensemble e gli alberi di Apparati Effimeri che rivivono nell’atmosfera elettronica, trasformandosi in sussistenze di memoria onirica.
In Human Connections le connessioni, le relazioni, le sinapsi – digitali, fisiche e psicologiche  -sono il cuore della sperimentazione creativa, che partendo dalla realtà umana ne forma un’altra inedita, con l’unico obiettivo di capire veramente chi siamo e se davvero siamo capaci di annullarci dietro il flusso di un’immagine.

Claudia Fiasca

Roma // fino al 16 dicembre 2012
Digitalife 2012 – Human Connections
EX-GIL
Largo Ascianghi 5
MACRO TESTACCIO
Piazza Orazio Giustiniani 4
06 45553050
[email protected]
www.romaeuropa.net

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Claudia Fiasca
Nata nel 1988, vive a Roma. Si laurea nel 2011 in Storia dell’arte con una tesi in Arte Contemporanea e consegue nello stesso anno un master in Estetica e Comunicazione museale. Attualmente sta approfondendo i suoi studi frequentando il corso di laurea magistrale presso l’Università di Roma La Sapienza. Adora i dettagli ed è una silenziosa osservatrice. Le piace stare in treno e ammirare le vicende umane nelle sale d’attesa degli aeroporti. Porta sempre con sé carta e penna, per scrivere d’arte e ricordare piccoli eventi comuni che a volte, lasciano una sensazione immemorabile. Ha iniziato a scrivere poesie dall’età di otto anni. Ora pensa e si adopera per il suo futuro da critica e curatrice.