Giulio Turcato: poesie lunari al Macro

A cento anni dalla nascita, il Macro apre le porte a uno dei maggiori astrattisti italiani del XX secolo. Parliamo della mostra “Giulio Turcato. Stellare”, in corso a Roma fino al 13 gennaio: una selezione di opere sperimentali uniche nel panorama dell’astrattismo informale del dopoguerra.

Giulio Turcato, Comizio, olio su tela, 1950

Comizio: un corteo di triangoli rossi emergono da uno sfondo geometrico neutro, a simboleggiare la rivolta. Così si apre la mostra Giulio Turcato. Stellare, dedicata al grande pittore astrattista italiano e allestita nella Project Room 1 del MACRO di Roma. Ed è proprio Comizio uno dei pochi richiami politici nella produzione di Turcato, un artista che con le ideologie di partito ha sempre voluto avere poco a che fare.
A partire dagli anni Cinquanta la figura fu messa da parte nelle sue tele. Come anche la storia, soppiantata dalla ricerca di un’arte pura, proiettata verso la cultura internazionale e libera da qualsiasi rimando naturalista. Turcato ha sempre rifiutato qualsiasi ruolo subalterno dell’arte rispetto alla politica, scegliendo di collocarsi nella corrente astrattista e progressista del dopoguerra. Nel tentativo estremo di superare la forma e i limiti spazio-temporali, l’artista ha attutito qualsiasi sentimentalismo pittorico e ha lasciato emergere le potenzialità costruttive del colore, cercando di esprimere l’idea di uno spazio senza limiti.

Giulio Turcato, Composizione argento con dollaro, tecnica mista e collage su tela, 1962

La mostra, a cura di Benedetta Carpi De Resmini e Martina Caruso, è dedicata alla produzione matura di Giulio Turcato (Mantova, 1912 – Roma, 1995), fra il 1950 e il 1975. Tale produzione consiste per lo più in monocromi disturbati da brevi interruzioni del campo di colore, realizzati con oli e vernici fluorescenti, impastati con materiali come sabbia e gommapiuma. L’effetto è quello di una superficie dinamica e irreale, con diverse gradazioni luminose a seconda del punto di vista dell’osservatore. Le soluzioni materiche delle opere di Turcato mirano a sviluppare una visione contemplativa e proiettano i visitatori in una dimensione “altra” e surreale, verso nuovi livelli di immaginazione e conoscenza. Le sue poesie di colore, gelide e vibranti come paesaggi lunari, mostrano la ricerca di nuovi orizzonti visivi, di colori mai pensati, al di là dello spettro e della fisica contemporanea.
L’excursus della mostra propone opere cardine della produzione di Giulio Turcato come Miniere (1950), Stellare e la scultura Porta (1973), completandosi con una serie di scritti, documenti, disegni e fotografie provenienti dall’Archivio Turcato: un affascinante cammino tra i paesaggi lunari di un artista che cercava il futuro dentro al colore.

Michela Santini

Roma // fino al 13 gennaio 2012
Giulio Turcato – Stellare
a cura di Benedetta Carpi De Resmini e Martina Caruso
MACRO
Via Nizza 138
06 671070400
macro@comune.roma.it
www.museomacro.org

CONDIVIDI
Michela Santini
Michela Santini è nata a Roma nel 1985. Laureata in Comunicazione Culturale (2008) e in Storia dell’Arte Contemporanea (2011), si è specializzata nella comunicazione nel settore artistico, nell’organizzazione di eventi culturali e di mostre d’arte. Dal 2007 collabora con gallerie, case editrici, riviste d’arte e associazioni culturali non profit. Si occupa attualmente di organizzazione e gestione di eventi legati all’arte e alla cultura ed è critica d’arte e redattrice per riviste d’arte contemporanea.