Gianni Colosimo, antologista infedele

Fino al 31 dicembre, alla Sucrière di Lione, l’artista torinese rivisita i capolavori dell’arte contemporanea. Modificandoli per interpretarli in modo inedito. Il tutto all’insegna di un’ironia rigorosa e rispettosa.

Gianni Colosimo

L’effetto è notevole: entrando al piano superiore della Sucrière, l’occhio si perde in una distesa di opere che sembra di riconoscere, ma in cui c’è qualcosa che non torna. Sono i remake modificati di Gianni Colosimo (Torino, 1953), che cita e reinterpreta i capolavori dell’arte contemporanea con spirito ironico e analitico.
La mostra L’arte contemporanea raccontata ai bambini è qui alla seconda tappa dopo quella al Pompidou di Metz. I mucchi di caramelle tipici di Felix Gonzalez-Torres sono divisi per colore e compongono bandiere, i fumetti di Lichtenstein sono aggiornati all’era del Manga, sul ragno di Louise Bourgeois, di filo spinato, cammina un bambino equilibrista, sotto il cavallo appeso di Cattelan e l’Italia a testa in giù di Fabro spuntano mucchi di soldi.
Le opere vanno oltre l’aneddoto: sono realizzate in modo accurato e rispettando la chiusura formale, requisiti indispensabili per un’operazione di questo tipo. E l’idea del remake sottende più livelli di lettura.

Gianni Colosimo – L’art contemporain raconté aux enfants – veduta della mostra presso La Sucrière, Lione 2012

Il titolo della mostra si può anche prendere alla lettera, dato che bambini e ragazzi possono trovare un compendio ludico del meglio dell’arte contemporanea (tra l’altro, in alcune opere l’artista parte da disegni di sua figlia). Per il pubblico adulto, l’ironia può essere una buona chiave d’accesso che scardina il diffuso pregiudizio contro il contemporaneo. Gli esperti e gli addetti ai lavori, infine, possono godere di sottili deviazioni che indicano aspetti poco osservati e interpretazioni laterali delle opere citate.
Si riscontra con piacere il profondo amore che l’artista dimostra nei confronti dell’arte sperimentale del nostro tempo. Nessuna facile ironia, che avrebbe delegittimato l’intera operazione, è riscontrabile.

Stefano Castelli

Lione // fino al 31 dicembre 2012
Gianni Colosimo – L’art contemporain raconté aux enfants
a cura di Patrick Amine
LA SUCRIÈRE
49/50 quai Rambaud
+33 (0)4 27826940
[email protected]
www.lasucriere-lyon.com

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Stefano Castelli
Stefano Castelli (Milano, 1979) è giornalista, critico d'arte e curatore. Si è laureato in Scienze Politiche all'Università degli studi di Milano con una tesi di filosofia politica su Andy Warhol come critico sociale. Ha vinto nel 2007 il concorso per giovani critici indetto dal Castello di Rivoli con un saggio su "Scatologicità e Pop Art in Bruce Nauman". Come giornalista scrive per Artribune, dal 2011, e Arte Mondadori, dal 2007. Come curatore è impegnato nella scoperta di giovani artisti e ha curato una trentina di mostre tra gallerie e musei. Come critico ha scritto tra l'altro per la mostra Big Bang, Museo Bilotti, Roma, 2008. Il suo taglio critico è orientato a una lettura politico-sociale dell'arte e a una lettura dell'estetica come fenomeno non disgiungibile dall'etica.