Da Pinocchio a Harry Potter

Questa volta l’Osservatorio Mostre e Musei propone ai lettori di Artribune non una recensione, ma un testo di introduzione alla mostra “Da Pinocchio a Harry Potter. 150 anni di illustrazione italiana dall’Archivio Salani, 1862-2012”. La mostra è in corso fino al 6 gennaio al Castello Sforzesco di Milano, il testo è redatto da Giorgio Bacci, assegnista di ricerca presso la Scuola Normale e curatore della rassegna.

Alberto Micheli, copertina per Jean Rameau, La Via azzurra, Collezione Salani Romanzi, Firenze, Salani, 1935

Un momento fondamentale nella genesi della mostra è senza dubbio da individuarsi nel 2008, quando il Laboratorio di Arti Visive della Scuola Normale Superiore di Pisa e la Adriano Salani Editore avviarono un ambizioso progetto di ricerca che puntava alla digitalizzazione dei bozzetti originali contenuti nell’Archivio Disegni della storica casa editrice, il cui centocinquantenario (2012) era ancora lontano. Tuttavia, era già chiaro quello che sarebbe stato il punto di forza di una eventuale, futura esposizione: la valorizzazione di un tesoro grafico inestimabile, fondamentale per tracciare un profilo della storia dell’illustrazione in Italia a partire appunto dal 1862.
L’archivio della casa editrice Salani, caso straordinario in Italia e in Europa, conserva infatti un patrimonio di circa 30mila disegni preparatori per edizioni illustrate dalla fine dell’Ottocento agli Anni Settanta e Ottanta del Novecento, con alcune appendici che si affacciano sul nuovo millennio, con la celebre collana de Gl’Istrici e con l’universalmente conosciuto Harry Potter. Si passa dai primi librettini illustrati a pochi centesimi, grazie ai quali Adriano Salani intraprese la sua prima attività, alle fortunatissime Biblioteca Illustrata (1894) e Biblioteca Economica (1874), dai Librini del Cuccù (1934) alla Biblioteca dei Miei Ragazzi (1931), per arrivare alla pastorella più famosa di tutti i tempi, ovvero Heidi, tradotta dallo schermo televisivo sulle pagine, ormai a colori smaglianti, dei libri illustrati.
Non solo editoria per l’infanzia, ma anche collane dedicate appositamente a un settore di pubblico costantemente in ascesa, quello femminile, che legge i romanzi della Invernizio alla fine dell’Ottocento nella Biblioteca Salani Illustrata, proseguendo con la Delly nella Biblioteca della Signorine e nei Grandi Romanzi Salani negli Anni Trenta e Quaranta e gli scritti della Magalì nei Romanzi della rosa nella seconda metà del Novecento.

Serena Riglietti, copertina per Joanne Kathleen Rowling, Harry Potter e la camera dei segreti, Milano, Salani, 1999

Attualmente, la banca dati Illustratori e Illustrazioni della casa editrice Salani contiene 3.368 volumi, 732 autori, 203 illustratori, 25.701 illustrazioni. In particolare, è stata creata una scheda per ciascun disegno, analizzato nella sua duplice veste di oggetto d’arte (le caratteristiche tecniche e quindi la tipologia di illustrazione, la tecnica, le misure, il supporto, la data di esecuzione) e di illustrazione libraria (in tal senso sono state acquisite, laddove possibile, le informazioni relative al libro, comprendenti il titolo, la data di pubblicazione e la collana).
Ha dunque guidato l’ideazione e lo sviluppo della banca dati la volontà di rendere percepibile fin dal primo approccio con la maschera di ricerca la complessità del disegno come illustrazione, opera d’arte multiforme che si presta a letture incrociate di vario tipo, termometro culturale complesso che può suggerire svariati campi di indagine: dal dato economico utile a ricostruire l’importanza degli illustratori in relazione a quella degli scrittori, ad uno invece puramente artistico, consentendo di vedere concretamente l’evoluzione dell’immaginario figurativo italiano.
L’archivio digitalizzato restituisce informaticamente tale complessità affiancando in diverse tabelle i campi relativi all’autore, all’illustratore e al libro, con una sezione, la “galleria”, dedicata alla visualizzazione dell’immagine, nel doppio formato ridotto ed espanso. Il database deriva i suoi elementi interamente dall’archivio della casa editrice, preferendo lasciare vuoti i campi laddove non vi sia un riscontro preciso con i dati archivistici. L’obiettivo finale è stato dunque quello di definire uno strumento, il primo di questo tipo in Italia, che sia prima di tutto uno straordinario deposito di immagini utile a delineare una storia dell’illustrazione italiana dell’ultimo secolo.

Fiorenzo Faorzi, copertina per Biancaneve e i sette nani, Grandi Piccoli Libri, Firenze, Salani, 1939

Tale capillare lavoro d’archivio ha portato alla definizione di un articolato percorso espositivo, leggibile secondo diversi gradi di complessità e approfondimento: dal puro godimento estetico legato alla qualità delle immagini, al suadente richiamo di letture legate al mondo dell’infanzia, fino a preziose riscoperte o nuove interpretazioni. La mostra diventa così un’esplorazione inedita dell’immaginario visivo italiano, attraversando il processo di alfabetizzazione ottocentesco e il ventennio fascista, l’arrivo della tv e lo sviluppo del fotoromanzo, ma anche i personaggi Disney, che Salani era stato tra i primi a importare in Italia negli Anni Trenta.
Cambia la percezione e la nozione di fiabesco, dalle sgargianti e affascinanti fate create dalla penna della Perodi e dagli acquerelli di Carlo Chiostri si arriva alle luminosissime tavole con il robot Mazinga e alle copertine di Harry Potter: dalle prime xilografie che scavano la pagina con segno fermo e duro, attraverso le fotozincografie in grado di restituire almeno in parte la varietà di tocco dell’artista, fino alle rotative capaci di tradurre efficacemente gialli accesi e rossi infuocati. Insieme ai personaggi delle novelle mutano i colori e i tempi di ricezione delle immagini, secondo un meccanismo di lettura delle figure che si fa sempre più veloce, fino alla massima tensione di vignette e impaginazioni derivate direttamente dai moduli grafici dei rapidi fotogrammi dei cartoni animati.

Anonimo, copertina per Herbert George Jenkins, Patrizia Brent, zittella, Collezione Salani Romanzi, Firenze, Salani, 1926

Snodo fondamentale è il 1987 (con la Salani ormai parte del gruppo Longanesi grazie all’acquisto di Mario Spagnol), quando irrompono Gl’Istrici. I Libri che pungono la fantasia, a cura di Donatella Ziliotto con l’attiva partecipazione di Mario Spagnol stesso, collana che ospita titoli e autori stranieri di primissimo piano: da Roald Dahl ad Astrid Lindgren, da La fabbrica di cioccolato a Pippi Calzelunghe, i libri occupano la fantasia di bambini e ragazzi (ma anche adulti), grazie anche alla qualità dell’apparato illustrativo, dove compaiono grandi nomi del panorama nazionale e internazionale.
In chiusura, non potevano naturalmente mancare le sette copertine di Harry Potter, opera di Serena Riglietti, che accompagnano il visitatore all’uscita della mostra e alle postazioni informatiche, dove è possibile consultare il progetto di digitalizzazione.

Giorgio Bacci

mostreemusei.sns.it

Milano // fino al 6 gennaio 2013
Da Pinocchio a Harry Potter. 150 anni di illustrazione italiana dall’Archivio Salani, 1862-2012
a cura di Giorgio Bacci
CASTELLO SFORZESCO
Piazza Castello
02 88463700
www.artivisive.sns.it/archivio_salani.html

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Giorgio Bacci
Attualmente assegnista di ricerca in storia dell’arte moderna-contemporanea presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, studioso di storia dell’illustrazione italiana e dei suoi legami con l’illustrazione europea, Giorgio Bacci ha concentrato la sua attenzione sugli intrecci tra storia dell’arte, storia dell’editoria e letteratura, in particolare soffermandosi sul periodo di fine Otto-inizio Novecento, dedicando all’argomento saggi e volumi. Si è inoltre occupato dei frontespizi illustrati dei libri d’architettura del Cinque e Seicento. Dal novembre 2012 è coordinatore nazionale del progetto FIRB Diffondere la cultura visiva: l’arte contemporanea tra riviste, archivi e illustrazioni. Per l’a.a. 2012/2013 è docente a contratto presso l’Università degli Studi di Torino e l’Accademia di Belle Arti di Bologna.