Com’è profonda la realtà

Una collettiva complessa e affascinante, retta da equilibri sottili tra opere e pratiche anche molto diverse tra loro. Da Erica Fiorentini a Roma, fino al 31 gennaio.

Giulio Paolini, Hotel Continentale. Le Monde Invisible, 1973

Condensatasi intorno a un’idea di Günter Umberg e alla disponibilità di Erica Fiorentini per le sfide espositive, la mostra combina e compone opere di dodici artisti, tra cui alcuni grandi nomi del Novecento: John Coplans, Jean Fautrier, Richard Long, Maurizio Mochetti, Giorgio Morandi, Giuseppe Penone, Giulio Paolini, Marco Tirelli, Elisabeth Vary, oltre allo stesso Umberg.
Avviene raramente che collettive tanto ampie trovino un loro equilibrio, tanto più quando organizzate negli spazi circoscritti di una galleria: nel caso in discorso un simile equilibrio è invece presente, la delicata dimostrazione di come opere tra loro anche molto distanti per tecniche e intenti possano comporre una somma organicamente superiore alle parti, senza con ciò negare la compiuta individualità dei singoli elementi. Così, nell’attraversare fisicamente alcuni esemplari rapporti visivi instauratisi tra le opere, all’osservatore resta infine la sensazione di assistere (e, a volerlo, partecipare) a un gioco raffinato dove la dimensione curatoriale e quella creativa si fondono rasentando l’esperienza oracolare, quando – come nell’I Ching – è in un’interpretazione rigorosamente libera delle combinazioni che si può intendere l’esistenza di un ordine interno alle cose, profondo nella realtà.

Luca Arnaudo

Roma // fino al 31 gennaio 2013
Dalla realtà alla profondità
ERICA FIORENTINI ARTE CONTEMPORANEA
Via Margutta 17
06 3219968
[email protected]
www.ericafiorentini.it

 

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Luca Arnaudo
Luca Arnaudo è nato a Cuneo nel 1974 e vive altrove. Scrittore, critico e curatore d'arte, giurista, ha scritto cinque libri (l'ultimo dei quali è Miradar, Edizioni del Bulino 2011) e numerosi saggi.