Cara arte, ti scrivo… Lettere da Lubiana

Una lettera d’amore diventa lo spunto per la nuova esposizione curata dal collettivo croato WHW, sempre presente sulla scena internazionale. Critica sociale, partecipazione attiva e tre generazioni a confronto. È Dear Art, in corso al MSUM di Lubiana fino al 10 febbraio.

Rossella Biscotti, Everything is somehow related to everything else, yet the whole is terrifyingly unstable, 2008, Courtesy Museion, Bolzano

Il collettivo di Zagabria WHW / What, How and for Whom riscontra un successo in crescendo sin dalla sua fondazione, avvenuta nel 1999. Dalla gestione della galleria comunale di Zagabria sino alla curatela della undicesima Biennale di Istanbul.
Il loro nuovo progetto, Dear Art al MSUM di Lubiana, presenta un percorso espositivo carico di tensioni sociali. Il titolo prende spunto dalla famosa lettera che l’artista Mladen Stilinović scrisse rivolgendosi appunto “all’Arte” nel 1999. Un passo recita: “Quick manipulation, quick money, quick oblivion. Money is money. Art is art. This form of tautology satisfies many people and you are happy in this paralysis”. Stilinović mette in discussione il valore effettivo dell’arte, spesso confuso con il suo valore monetario. Da qui parte tutto. Da qui il pubblico si muove tra opere, o meglio, progetti artistici, dove la relazione tra arte, partecipazione politica e sociale è centrale.

Sanja Iveković, The Right One. Pearls of Revolution, 2010

Un esempio è la delicata ma al tempo stesso forte operazione Emma Goldman Series di Halil Altindere (Istanbul, 1971), che propone le frasi di un anarchico, di un attivista e di una femminista come oggetti di bigiotteria. Il contrasto tra la forma e il contenuto amplifica chiaramente il messaggio. Più esplicita è la serie fotografica di Sanja Iveković (Zagabria, 1949), che ritrae la sociologa femminista Jana Šarinić mentre tenta di imitare il saluto partigiano portando però nella mano una collana di perle. The right One. Pearls of Revolution parla dell’effetto della commercializzazione che investe anche l’attivismo sociale. Dell’italiano Cesare Pietroiusti (Roma, 1955) viene presentata una selezione dei 10.000 disegni realizzati a Lubiana per il progetto Museum in the Street. I disegni sono stati distribuiti in spazi pubblici con la clausola di essere poi ridistribuiti a chiunque ne fosse stato interessato. Gratuitamente. Il valore della proprietà cade, dando spazio alla libera circolazione delle opere.
Anche un progetto della Moderna Galerija di Lubiana è ripresentato nelle sale del MSUM: Every Man is a Curator. Nel 2007, i lavori di ristrutturazione della galleria sono stati la scusa per non finanziare un programma e una venue che potesse nel frattempo sostituire gli spazi espositivi.  Come atto di protesta, la direzione ha aperto le porte del museo e invitato il pubblico a installare opere o realizzare progetti  prima dell’inizio dei lavori. Con un centinaio di partecipanti, Every man is a Curator è diventato uno dei progetti più discussi al tempo sulla stampa internazionale. Gli spazi della galleria divennero un forum pubblico di discussione sulle politiche culturali del Paese.

Fokus grupa, I Sing to Pass the Time, 2011-2012

A fianco di questi progetti, Dear Art presenta anche lavori pittorici, come quello di Siniša Ilić (Belgrado, 1977), che  on i suoi wall-painting propone semplici figure in stati di transizione, dove l’incertezza dei movimenti rispecchia il loro stato psicologico. Particolarmente suggestivo il lavoro qui esposto: Precarious / working hours.  Una menzione particolare, infine, alla serie di disegni I Sing to Pass the Time del Fokus grupa (Iva Kovač, 1983, Zagabria / Elvis Krstulović, 1982, Zagabria), che documentano azioni politiche o legali portate avanti dagli artisti nel corso del Ventesimo secolo. Insomma, Dear Art presenta una diversificata varietà di idee, intenti e realizzazioni. L’impressione generale che se ne ricava è un trasversale e radicato senso d’incertezza. Gli intenti del collettivo curatoriale WHW sono raggiunti pienamente.

Michele Drascek

Lubiana // fino al 10 febbraio 2012
Dear Art
a cura di What, How and for Whom / WHW
MSUM
Maistrova 3
+386 (0)1 2416 800
[email protected]
www.mg-lj.si

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Michele Drascek
Michele Drascek (Gorizia, 1974) è curatore. Si interessa principalmente di archivi e curatela di materiale d’archivio. Attualmente risiede a Ljubljana, Slovenia, dove presso A.V.A. Academy of Visual Arts, si occupa dell’archivio del collettivo Irwin. Ha collaborato con diverse istituzioni, tra cui XLVIII Biennale di Venezia, Centro d’arte Contemporanea Villa Manin, Cittadellarte Fondazione Pistoletto, Osservatorio sui Balcani e Università di Trieste (Italia), Terminal00 e Kino Šiška Center for Urban Culture (Slovenia), FLACSO Facolta’ Latinoamericana di Scienze Sociali e Espacio Arte Actual (Ecuador), Flat Time House e Chelsea Space (UK).
  • romano

    ho un quadro firmato whw , sapreste dirmi qualcosa a riguardo