Busci, Galliani, le polemiche di Gallarate e, per fortuna, Filippa Lagerback

Omar Galliani e Alessandro Busci sono i due protagonisti di “Un passaggio di generazione (centro di gravità permanente)”. Con enormi disegni e periferie dai colori espressionistici si inaugura la nuova stagione espositiva del MAGA, a Gallarate fino al 3 marzo.

Alessandro Busci - Un passaggio di generazione (centro di gravità permanente) - veduta della mostra presso MAGA, Gallarate 2012

Una mostra, o forse due, perché a Omar Galliani (Montecchio Emilia, 1954) e ad Alessandro Busci (Milano, 1971) sono dedicate sezioni distinte del museo, allestite secondo un criterio cronologico. Premessa è la dichiarata volontà di trovare un centro di gravità permanente, ossia opere che siano punti di riferimento non soltanto nell’arte, sostiene Flavio Caroli, ma nella società contemporanea.

Peccato che, nella visita successiva alla conferenza stampa, i commenti non riguardino i dipinti degli artisti, bensì le dichiarazioni rilasciate da Caroli che, riferendosi agli aspetti economici dell’esposizione, ha sottolineato come essa sia costata la metà rispetto a una cena post-inaugurazione di qualche tempo fa. Al suo fianco, la direttrice Emma Zanella è sbigottita e invita a consultare i bilanci degli anni passati per smentire l’affermazione. Meno male che il sorriso di Filippa Lagerback, madrina della mostra e collezionista di Galliani, fa dimenticare le tensioni.

Marta Cereda

Gallarate // fino al 3 marzo 2013
Omar Galliani / Alessandro Busci – Un passaggio di generazione (centro di gravità permanente)
a cura di Flavio Caroli
MAGA
Via De Magri 1
0331 706011
[email protected]
www.museomaga.it

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Marta Cereda
Marta Cereda (Busto Arsizio, 1986) è critica d’arte e curatrice. Dopo aver approfondito la gestione reticolare internazionale di musei regionali tra Stati Uniti e Francia, ha collaborato con musei, case d’asta e associazioni culturali milanesi. Dal 2011 scrive per Artribune.
  • caso

    ecco le miseri italiane, filippa lagherback puo esser “madrina”, che tristezza. E il tema è “buona perchè costata la metà di una cena”. Sono cose da pietà, non da stato moderno che conosce il valore dei musei! Che pietà…l’errore della Zanella è di aver fatto entrare per la porta questi personaggi. Caro Maga, la struttura ce l’hai, i soldi ce li hai (pochi,ma meglio di nulla vedi Maxxi e Macro): migliorate l’immagine, la comunicazione e soprattutto VOLATE PIU ALTO.