Berengo Gardin e la patria del bianconero

Una delle tante offerte del Museo di Scienze Naturali di Torino. Fino al 6 gennaio, 40 scatti di Gianni Berengo Gardin e una videointervista tutta da ascoltare. Per una delle mostre meglio allestite in quelle sale (perché su alcune non si può che stendere un velo pietoso).

Gianni Berengo Gardin, Ivrea, asilo nido per i i figli dei dipendenti Olivetti, 1968

È giunto alla sesta edizione il festival Per sentieri e remiganti e per l’occasione porta a Torino quaranta scatti di un maestro della fotografia nostrana, Gianni Berengo Gardin (Santa Margherita Ligure, 1930; vive a Milano). Tutte fotografie in bianco e nero, omegeneità di formato, allestimento lineare e senza sbavature su due pareti che si fronteggiano, mentre sulla parete ortogonale la proiezione di una intervista video in cui Berengo Gardin racconta la propria storia d’amore col mezzo fotografico.

In sostanza, nulla di particolarmente innovativo per chi studia l’opera dell’artista ligure, ma un piacere per gli occhi per coloro i quali non conoscono la sua opera o ne vogliono rinfrescare la memoria. Perché si tratta di un’antologia ben calibrata, che attraversa un lungo periodo della sua produzione e mostra alcuni dei suoi scatti più riusciti.

Marco Enrico Giacomelli

Torino // fino al 6 gennaio 2013
Gianni Berengo Gardin – Sguardi gentili
MRSN – MUSEO REGIONALE DI SCIENZE NATURALI
Via Giolitti 36
011 4326354
[email protected]
www.regione.piemonte.it/museoscienzenaturali

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.