Ancarani, videoartista atipico

Nel tempo moderno lo scarto si genera immediatamente, come testimonianza dei processi produttivi. I video di Yuri Ancarani penetrano in questa dimensione residuale, per arrivare a una visione più ampia della realtà. A Firenze, al Museo Marini, fino al 5 gennaio.

Yuri Ancarani - In God We Trust - 2008 - still da video - Courtesy l’artista e ZERO…, Milano

Il primo momento di Early One Morning – programma espositivo annuale del Museo Marini incentrato sulle possibili interpretazioni della scultura – è l’installazione di 14 video di Yuri Ancarani (Ravenna 1972): 11 realizzati nel periodo 2000-2009 e tre ad hoc.
Su una “superficie” verticale composta da grandi monitor si alternano in successione e a ciclo continuo le particolari visioni che l’artista ha nominato Ricordi per moderni. Si tratta di registrazioni intime, più che per i soggetti ripresi e i temi affrontati, per le modalità della ricerca sottesa: vengono mostrate tracce di una quotidianità straordinaria, o perché elementi che normalmente lasciamo fuori dal flusso delle abitudini visive – un profilattico a galleggiare in una pozza, piuttosto che una piattaforma piantata come un’attrazione nei percorsi turistici marittimi – oppure perché situazioni a cui basta un cenno lieve, una costruzione minima, per divenire surreali. Un esempio tra gli altri: un bagnino con il pugno alzato del saluto comunista sotto una bandiera rossa da spiaggia.

Yuri Ancarani – Baal – 2007 – still da video – Courtesy l’artista e ZERO…, Milano

Il denominatore comune in ogni caso è il gusto, esibito però non invadente, per l’insolito: prevale la coscienza che queste memorie in tempo reale, proprio in virtù della loro particolarità e carica alienante rappresentino una testimonianza genuina di varie dinamiche sociali, a riguardo della convivenza di noi con gli altri e del nostro rapporto con l’ambiente. Così, inquadrati entro un’onirica rivisitazione della riviera romagnola (abitudine indigena, pensando anche a Fellini), trovano significato i riferimenti all’inquinamento industriale, all’immigrazione, alle differenze di genere sessuale, alla necessità di reinventarsi la bellezza e l’armonia laddove l’intervento umano le ha sottratte.

Yuri Ancarani – Ricordi per Moderni – veduta della mostra presso il Museo Marino Marini, Firenze 2012 – Photo credits Dario Lasagni

Il corpus delle opere presentate a Firenze manifesta un aspetto ulteriore di Ancarani – talento in piena fase ascendente, dopo il successo di Il Capo e di Piattaforma Luna, il nuovo Da Vinci ha generato grande attesa al Festival del Film di Roma – infatti il lirismo espresso nella “trilogia”  attraverso un controllo formale rigoroso,  si pensi alla costruzione quasi geometrica delle inquadrature e al fluire armonico del montaggio, in questa serie assume un carattere  materiale, addirittura epidermico, conseguente alla scelte di utilizzare mezzi tecnologici  meno raffinati e di ricorrere coscientemente a uno stile immediato.

Matteo Innocenti

Firenze // fino al 5 gennaio 2013
Yuri Ancarani – Ricordi per moderni
a cura di Luigi Fassi e Alberto Salvadori
Catalogo Mousse Publishing
MUSEO MARINO MARINI
Piazza San Pancrazio
055 219432
[email protected]
www.museomarinomarini.it

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Matteo Innocenti
In linea agli studi universitari in Storia dell'Arte inizia un percorso come critico e curatore. Collabora a vari progetti editoriali, in modo particolare prima ad Exibart e poi ad Artribune. E' direttore artistico di TUM, collettivo di artisti e di altre professionalità legate al mondo dell'arte, finalizzato alla ricerca e alla sperimentazione espressiva. Lavora inoltre come autore e regista per una società di video produzione fiorentina.