Una pittura “leccata”, quella di Serena Vestrucci. Letteralmente

Il corpo come agente nell’azione pittorica. La lingua dell’artista si sostituisce al pennello per avviare e concludere un’ironica sperimentazione senza alcuna pretesa formale. Da Furini Arte Contemporanea a Roma, fino al 10 novembre.

Serena Vestrucci - Tigre contro tigre - veduta della mostra presso Furini, Roma 2012

Si potrebbe pensare a una performer, ma Serena Vestrucci (Milano, 1986) vuole solo dipingere. La sua prima personale a Roma, Tigre contro tigre, non a caso ha un titolo che è uno scioglilingua, che prepara verbalmente il visitatore a immaginare lo sforzo dell’artista. Il lavoro della Vestrucci si è svolto per ben 105 giorni grazie al solo uso della lingua come mezzo ultimo di un passionale e intimo modo di far pittura su tela, carta, vetro, muro, stoffa e un francobollo. L’erotismo del gesto, utilizzato come forma di protesta, forse in opposizione a stili pittorici più commerciali, conduce a un risultato che lascia interdetti. L’effetto in superficie rimane freddo e poco attraente, nonostante la consapevolezza delle difficoltà fisiche e metodologiche, sapientemente superate dall’artista nel rispetto di un ordine geometrico complessivo.

Claudia Fiasca

Roma // fino al 10 novembre 2012
Serena Vestrucci – Tigre contro tigre
FURINI ARTE CONTEMPORANEA
Via Giulia 8
06 68307443
[email protected]
www.furiniartecontemporanea.it

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Claudia Fiasca
Nata nel 1988, vive a Roma. Si laurea nel 2011 in Storia dell’arte con una tesi in Arte Contemporanea e consegue nello stesso anno un master in Estetica e Comunicazione museale. Attualmente sta approfondendo i suoi studi frequentando il corso di laurea magistrale presso l’Università di Roma La Sapienza. Adora i dettagli ed è una silenziosa osservatrice. Le piace stare in treno e ammirare le vicende umane nelle sale d’attesa degli aeroporti. Porta sempre con sé carta e penna, per scrivere d’arte e ricordare piccoli eventi comuni che a volte, lasciano una sensazione immemorabile. Ha iniziato a scrivere poesie dall’età di otto anni. Ora pensa e si adopera per il suo futuro da critica e curatrice.
  • Sandro

    Pòrannoi!
    E perché non un pennello infilato nel sedere? Potrebbe essere la fase due della ricerca artistica…
    Oppure un pennello, grande, fatto solo di filo interdentale usato.
    Anzi, ora lo faccio l’artista!
    Vai!!!

    • Antonio

      In un reportage della televisione del Quebec, dedicato alla vita sessuale degli australiani, è stato mostrato all’opera un “artista”, di nome Pricasso, che disegna con il pene…

      • Pino

        E come “collante” per il colore cosa usa?…