Nel castello delle fotografie incrociate

Per celebrare il suo 160esimo anniversario, la Fondazione Alinari allestisce il meglio dei suoi archivi con un omaggio a Italo Calvino. Ma, come capita per ogni idea originale, lascia anche qualche dubbio. A Firenze, fino al 6 gennaio.

Bambini sui trampoli, 1890 ca., Archivi Alinari - archivio Alinari, Firenze

L’idea del curatore Christophe Berthoud è dimostrare come gli Archivi Alinari “siano anche un giacimento d’immaginari, che ci parlano al presente e non solo al passato”. Per farlo seleziona 80 fotografie, disponendole secondo la “regola” del Castello dei destini incrociati di Italo Calvino. Le immagini divengono così “l’eco fotografica di un racconto ispirato da emblemi”.
Da queste ottime premesse, dettate da una forte coerenza teorica, nasce però un allestimento che lascia un poco l’amaro in bocca. Gli accostamenti tra i tarocchi di Marsiglia e le singole foto riescono spesso troppo didascalici o piuttosto gratuiti. L’uniformità dell’allestimento rende poi il gioco alquanto pesante, e nel complesso poco coinvolgente. Il tutto, ovviamente, per riprodurre la stringente uniformità del gioco calviniano, traducendo in immagini la forma della pagina scritta (… con tanto di refusi!).

Simone Rebora 

Firenze // fino al 6 gennaio 2013
Gli Archivi Alinari e la sintassi del mondo. Omaggio a Italo Calvino
a cura di Christophe Berthoud
Catalogo Fratelli Alinari
MNAF

Piazza Santa Maria Novella 14a/r
055 216310
[email protected]
www.alinari.it/it/museo.asp

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Simone Rebora
Laureatosi in Ingegneria Elettronica dopo una gioventù di stenti, Simone capisce che non è questa la sua strada: lascia Torino e si dedica con passione allo studio della letteratura. Novello bohémien, s’iscrive così alla Facoltà di Lettere a Firenze, si lascia crescere i capelli, cambia guardaroba e conclude il suo percorso con una tesi sul Finnegans Wake e la teoria della complessità. Perplesso e stranito dal gravoso delirio filosofico, precipita nel limbo del mondo giornalistico, impiegato presso una piccola agenzia di stampa. È qui che inizia suo malgrado a occuparsi di arte, trovando spazio su riviste quali “Artribune” ed “Espoarte”, e scrivendo per l’inserto culturale del (defunto) “Nuovo Corriere di Firenze”. Attualmente vive a Verona, per un PhD in Scienze della Letteratura. Non vede l’ora di lasciarsi tutto ciò alle spalle.