Modulare il ritmo dello spazio. Con Artan

Nell’ambito del progetto “close up”, la Galleria Il Ponte di Firenze offre il suo spazio lounge alla manipolazione plastica di Artan (Shalsi). Che spiega un orizzonte, lo inscatola e riassorbe dentro quattro mura. Da sperimentare fino al 23 novembre.

Artan (Shalsi) - Un orizzonte - veduta della mostra presso la Galleria Il Ponte, Firenze 2012

“Non voglio simboleggiare l’orizzonte, ma racchiudere un orizzonte in una stanza”. La ricerca di Artan (Shalsi) (Berat, 1970; vive a Parma) parte dallo studio dei panneggi classici, attraversa l’acciaio inox e le materie plastiche, fino a giungere a interventi installativo-architettonici. Nel piccolo spazio sul fondo della galleria fiorentina, con piglio quasi freddo e minimale, Artan spinge lo sviluppo delle linee prospettiche fino al parossismo.

E mentre la percezione visiva non cede all’inganno, supportata dal grezzo offrirsi di una materia sporca, segnata dalle impronte del lavoro umano, è la struttura architettonica della stanza a rimodularsi radicalmente, nel suo valore d’uso e di comune fruizione. Impressione supportata dai lavori a grafite che accompagnano l’installazione: l’astratta geometricità delle linee si tempera nella viva sostanza del foglio. Lo spazio dialoga con l’idea, la pone in divenire.

Simone Rebora

Firenze // fino al 23 novembre 2012
Artan (Shalsi) – Un orizzonte
a cura di Elena Forin
Catalogo Il Ponte/Niccoli
GALLERIA IL PONTE
Via di Mezzo 42b
055 240617
[email protected]
www.galleriailponte.com

 

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Simone Rebora
Laureatosi in Ingegneria Elettronica dopo una gioventù di stenti, Simone capisce che non è questa la sua strada: lascia Torino e si dedica con passione allo studio della letteratura. Novello bohémien, s’iscrive così alla Facoltà di Lettere a Firenze, si lascia crescere i capelli, cambia guardaroba e conclude il suo percorso con una tesi sul Finnegans Wake e la teoria della complessità. Perplesso e stranito dal gravoso delirio filosofico, precipita nel limbo del mondo giornalistico, impiegato presso una piccola agenzia di stampa. È qui che inizia suo malgrado a occuparsi di arte, trovando spazio su riviste quali “Artribune” ed “Espoarte”, e scrivendo per l’inserto culturale del (defunto) “Nuovo Corriere di Firenze”. Attualmente vive a Verona, per un PhD in Scienze della Letteratura. Non vede l’ora di lasciarsi tutto ciò alle spalle.