L’ultima mostra di Gino Marotta

Ironico, divertente e coloratissimo, l’allestimento per la personale romana dell’artista molisano è tra i migliori degli ultimi anni. Alla Gnam di Roma fino al 27 gennaio. Per una mostra che si è trasformata in un omaggio postumo.

Gino Marotta - Relazioni pericolose - veduta della mostra presso la GNAM, Roma 2012

Gino Marotta (Campobasso, 1935 – Roma, 2012) è stato uno tra i più coerenti maestri italiani del Novecento. Sempre chiaro, originale, indipendente, con la fantasia di un vero sognatore e il genio umile di un “fabbro”, come lo definiva Barilli nel 1968. Dopo gli arazzi e le composizioni di piombi continua alla ricerca di materiali sempre più insoliti fino a creare, alla metà degli Anni Sessanta, una prima serie di curiose figure in perspex, un materiale al tempo tra i più innovativi e resistenti. Prende così vita quel magico teatro dell’assurdo un po’ ironico e un po’ malinconico; un giardino trasparente di piante, animali e forme artificiali che giocano con il mito e con l’arte.
Marotta raccoglie così gli echi futuristi e diventa uno dei pionieri dell’arte “ambientale” (o environment), si oppone alla frontalità della scultura e immagina che un tempo incantato invada l’intero spazio della galleria.
Dopo aver esposto in alcuni dei più importanti musei del mondo, il compianto artista molisano torna alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna con un’importante personale, Relazioni pericolose. Il percorso, che riflette sul rapporto tra moderno e contemporaneo, si snoda tra alcune delle più belle sale del museo e vede le sue opere – quelle storiche insieme alle più recenti – a colloquio con i capolavori del Novecento.

Gino Marotta – Relazioni pericolose – veduta della mostra presso la GNAM, Roma 2012

E così nel salone d’ingresso un branco di cammelli coloratissimi passeggia incurante tra le combustioni di Burri e i tagli di Fontana. Poco dopo, proprio di fronte alle tele che Balla realizza nel ’15, Marotta mette in scena il suo zoo di sagome ritagliate, leggere e cristalline. Le tecniche sono diverse ma ritroviamo gli stessi colori che amavano i futuristi o ancora la stessa trasparenza dell’acqua e della luce de Le Ninfee Rosa dipinte da Monet alla fine del secolo scorso. E poi, sul finire, una pantera nera di guardia alla porta, le giraffe negli angoli e un grande stormo di fenicotteri che, snelli e attenti, osservano Penone e si riflettono tra gli specchi di Pistoletto.
L’arte – sembra spiegare Marotta alla fine della sua vita – serve per capire meglio il passato, ogni epoca ha il compito di interpretare la precedente mentre questo è il tempo del sogno, il tempo del gioco in cui tutti avremmo bisogno di un pizzico di magia in più.

Michela Tornielli di Crestvolant

Roma // fino al 27 gennaio 2013
Gino Marotta – Relazioni pericolose
a cura di Laura Cherubini e Angelandreina Rorro
Catalogo Maretti
GNAM
Via delle Belle Arti 131
06 322981
[email protected]
www.gnam.beniculturali.it

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Michela Tornielli di Crestvolant
Michela si laurea in storia dell’arte a Roma nel gennaio 2011 all’università Sapienza con una tesi sul movimento lettrista. Ora vive a Milano e frequenta il corso di laurea Magistrale in storia dell’arte contemporanea dell’università Cattolica del Sacro Cuore. Comincia a scrivere per il “Corriere dell’arte” occupandosi di alcuni tra i più interessanti eventi della scena culturale milanese. Impara – dopo le prime prove – le importanti regole del linguaggio giornalistico: semplicità, esattezza e sincerità. Per il futuro sogna le grandi interviste ai protagonisti del panorama artistico internazionale.