L’Italia di Sara VanDerBeek

Alle Scuderie di Palazzo Ruspoli i lavori site specific dell’artista americana Sara VanDerBeek, prezioso omaggio a Roma e all’antico. Fino al 24 novembre.

Sara VanDerBeek - veduta della mostra presso la Fondazione Memmo, Roma 2012

La Fondazione Memmo Arte Contemporanea ha appena lanciato una nuova iniziativa. Il programma prevede di invitare artisti stranieri a Roma: un breve soggiorno mirato poi alla realizzazione di una mostra ad hoc. A inaugurare l’ambizioso progetto è Sara VanDerBeek (Baltimora, 1976) che, dopo varie collettive in alcuni dei musei più importanti del mondo, è alla sua prima personale italiana. Già fotografa e scultrice, l’artista arriva nella capitale a giugno, scopre la potenza antica, il fascino misterioso dei reperti archeologici e rivoluziona il suo linguaggio. Osserva, cammina, studia e, lavorando alla mostra, ritrova un legame tra le diverse culture e tradizioni che attraversano la storia della “città eterna”. Tesi dunque, antitesi e infine sintesi.
Alla sua prima prova da curatrice, Cloé Perrone pensa a una mostra efficace. L’artista è capace, lo spazio unico e ogni cosa è illuminata dalla luce che  filtra attraverso le tre grandi vetrate.

Sara VanDerBeek – inaugurazione della mostra presso la Fondazione Memmo, Roma 2012

L’allestimento irregolare e i grandi specchi – che l’artista ha voluto lasciare alle pareti – creano un complicato gioco di rimandi e riferimenti. Le fotografie sono sistemate per dialogare tra loro e con lo spazio; le sculture invece, agili e snelle, s’incorniciano l’un l’altra producendo un ritmo infinito tra architettura e immagine, tra spazi interni e esterni. Le più articolate s’ispirano alle colonne tortili che il Bernini realizzò per il baldacchino del Vaticano, le più semplici ripetono sobri moduli prospettici, omaggio al barocco romano ma anche a Sol LeWitt e al design americano.
Le storie s’intrecciano, si confondono in un gioco d’equilibri tra passato e presente, tra memoria e modernità; l’artista, influenzata dai materiali (marmo, legno, gesso) e dalle forme della Roma antica – che tuttavia si ritrovano in molte altre culture – realizza opere potenti, intrise di simbolismo e capaci di raccontare ai romani stessi le tracce della loro eredità.

Michela Tornielli di Crestvolant

Roma // fino al 24 novembre 2012
Sara VanDerBeek
FONDAZIONE MEMMO
Via del Corso 418
06 6874704
[email protected]
www.fondazionememmo.it

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Michela Tornielli di Crestvolant
Michela si laurea in storia dell’arte a Roma nel gennaio 2011 all’università Sapienza con una tesi sul movimento lettrista. Ora vive a Milano e frequenta il corso di laurea Magistrale in storia dell’arte contemporanea dell’università Cattolica del Sacro Cuore. Comincia a scrivere per il “Corriere dell’arte” occupandosi di alcuni tra i più interessanti eventi della scena culturale milanese. Impara – dopo le prime prove – le importanti regole del linguaggio giornalistico: semplicità, esattezza e sincerità. Per il futuro sogna le grandi interviste ai protagonisti del panorama artistico internazionale.