L’arte che aumenta la realtà

Due collettivi, quattro artisti e sei curatori. Un laboratorio sperimentale sulle nuove forme di arte pubblica e relazionale. In mostra a Piazza Cavour a Padova, fino al 9 dicembre.

Augmented Place - Cosimo Terlizzi - Sacro Cuore del Vuoto 2011

Affianco al monumento di Cavour – nell’omonima piazza – si nasconde un’antenna in grado di veicolare nell’etere patavino opere di artisti contemporanei. Le possiamo visualizzare, grazie alla rete localizzata, nel nostro smartphone, proprio nel momento in cui attraversiamo la piazza. Due differenti prodotti dell’arte – figli di differenti epoche – uniti però nel medesimo proposito di relazionarsi ciascuno con il pubblico a loro contemporaneo.
Se però il monumento ottocentesco alla sua epoca era facilmente decodificabile, dell’arte contemporanea del nostro secolo spesso non si può dire la stessa cosa. Molte volte risulta illeggibile e faticosa ai non addetti ai lavori, che talvolta in maniera sbrigativa ne rifiutano la comprensione. Ecco allora il perché di queste opere immateriali di arte pubblica. Cercano di proporsi – gratuitamente e con gran discrezione – agli ignari passanti, nell’immateriale piazza del web. Gli artisti portano anche un’opera materiale e concreta all’interno di Galleria Cavour, quasi a sottolineare il loro status di artista, condizione oggi non così scontata.

Augmented Place – Video visualizzato sullo smartphone in Piazza Cavour tramite la rete localizzata

Ogni lavoro viene cordialmente spiegato ai visitatori dagli studenti universitari presenti costantemente in mostra, a partire da quello del veneto Antonio Riello che ripropone un lavoro del 1997, il lungimirante videogioco Italiani brava gente, con cui è possibile sparare contro le navi albanesi che tentano di raggiungere le coste pugliesi. Il collettivo Alterazioni Video, sulla stessa onda, presenta Black Rain, un cortometraggio ambientato in una misteriosa Lampedusa, ricoperta da una pioggia di immigrati che cadono dal cielo come supereroi del nuovo millennio, mentre IOCOSE mostra gli autoscatti di utenti dal volto coperto – sullo sfondo di strade degradate – che si ritrovano a protestare ignari contro le teorie cospirazioniste da loro stessi create per pochi dollari.

Fausto Falchi costruisce delle antenne rudimentali in grado di amplificare il segnale wireless e il giovane statunitense Gregory Fong appende alle pareti coppie di fototessere ingrandite – raffiguranti la stessa persona – una al naturale e una in versione “abbronzata”. La nuda e cruda realtà affiancata a uno dei più scontati desideri collettivi di bellezza. Cosimo Terlizzi infine porta in Galleria uno specchio, dove lo spettatore possa riflettersi, amplificando la propria sfera sensoriale. Lo stesso pubblico viene però rilegato a semplice voyeur nel filmato – concentrato sulla propria vita personale – che è possibile visionare in piazza, sui propri smartphone o in quelli messi a disposizione in mostra.

Elisabetta Allegro

Padova // fino al 9 dicembre 2012
Augmented Place. L’arte aumenta la realtà
a cura di Guido Bartorelli con Elisa De Marchi, Giada Pellicari, Fabrizio Montini, Elena Tonelli, Stefano Volpato
artisti: Alterazioni Video, Fausto Falchi, Gregory Fong, IOCOSE, Antonio Riello, Cosimo Terlizzi
GALLERIA CAVOUR
Piazza Cavour
049 8752747
[email protected]
www.augmentedplace.blogspot.it 

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Elisabetta Allegro
Elisabetta Allegro (Camposampiero, 1985, vive a Padova) è neolaureata in Arti Visive (Laurea Magistrale) all’Università di Bologna. Ha studiato Storia e Tutela dei Beni Culturali presso l’Università di Padova ed ha seguito il Corso di Art Management tenuto dal Centro d’Arte Contemporanea A+A (Centro Espositivo Pubblico Sloveno) di Venezia. Si interessa all’Arte Californiana degli anni Sessanta (Lowbrow Art e controcultura, Psychedelic Rock Poster Art, Underground Comix e Kustom Kulture). Ha collaborato ad alcune mostre che hanno avuto luogo nella città di Padova.