Klein, Byars, Kapoor. Celebrità al Mamac di Nizza

Fino al 16 dicembre a Nizza, nelle sale del Museo d’Arte Contemporanea, c’è una mostra “patriottica”, che porta i colori della bandiera francese. Yves Klein con il suo blu, James Lee Byars con il bianco dei marmi pregiati e il rosso totalizzante di Anish Kapoor.

Yves Klein al Mamac, Nizza 2012

A ognuno dei tre artisti è stata dedicata un’ampia sala del museo. Si ha così la sensazione di non essere spettatori di una collettiva, ma di tre personali ben distinte che hanno come trait d’union il misticismo che le pervade.
Si inizia con uno dei padri del Nouveau Réalisme (il manifesto del movimento è stato scritto su una sua tela), Yves Klein, con il celeberrimo blu che domina le numerose tele monocromatiche, in un’opera che appare come un grande lago immobile, e quadri in cui modelle dipinte lasciavano l’impronta dei loro corpi, precorrendo la Body Art. Klein è il più atipico del Nouveaux Réalistes: se Spoerri, Arman e Rotella donavano nuova vita agli oggetti dopo che il consumismo gliel’aveva tolta, il realismo del grande pittore francese si percepisce in tele uniformi in cui ci dice che l’arte è assoluta, che la realtà è assoluta.
Dedicata a James Lee Byars, la seconda stanza dà la sensazione di entrare in un tempio. L’artista, che si è autodefinito “l’artista celebre meno celebre del mondo”, ha vissuto a Tokyo e lì ha assorbito il senso dell’essenziale che ripropone nelle imponenti sculture minimaliste esposte al Mamac. Ma è presente in Byars una duplice matrice culturale: affiorano di tanto in tanto nelle opere le sue radici occidentali, quelle che lo portano a incidere sui marmi fantasie quasi barocche o a utilizzare la foglia d’oro, che per un occidentale è da sempre sinonimo di troni e corone nelle tavole del Trecento e che in Byars si fondono con il vuoto, l’assoluto, (che per gli orientali è la sottrazione del ridondante).

Klein, Byars, Kapoor – Mamac, Nizza 2012

Si giunge così all’ultima sala di questa temporanea, quella dedicata a una star della scultura, uno dei più celebri artisti britannici, sebbene sia di origini indiane, salto alla ribalta durante gli Anni Novanta: Anish Kapoor. Prendono spazio così, con questo poetico senso del colore che arriva dall’India, le sue grandi sculture cangianti per colore (bordeaux, rosso, antracite) e forma. Sculture che interrogano lo sguardo dello spettatore, ormai totalmente assorto in un lirismo prorompente.
È un colto viaggio spirituale (e, come sempre, completamente gratuito) quello che si può intraprendere al Mamac fino al 16 dicembre, che accompagna poi il visitatore nella mostra permanente del museo, in cui nessuno tra i Nouveaux Réalistes manca all’appello.

Simone Zeni

Nizza // fino al 16 dicembre 2012
Klein, Byars, Kapoor
MAMAC
Place Yves Klein
+ 33 (0)4 97134201
[email protected]
www.mamac-nice.org

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Simone Zeni
Giornalista e curatore indipendente specializzato in arte e viaggi, vive a Milano. Scrive su numerose testate tra cui: style.it, Wu Magazine, wired.it, Business People, Club Milano, Partiamo. Ha collaborato con Benedetta Mazzini ai progetti Wild Places Safaris e Ultimate Places. E' responsabile narrativa per Pizza Magazine. Tra le mostre curate di recente: Da Fuori (Castello Sforzesco, Vigevano, 2015), Pneuma03 (PlasMa, Milano, 2015).