Il senso di Bob Wilson per il (video)ritratto

L’artista e regista americano narra il suo concetto di ritratto contemporaneo attraverso i video portraits di celebri soggetti. In un contenitore come Palazzo Madama di Torino, decisamente poco contemporaneo. E che riflette lo sforzo per far dialogare le differenti epoche, almeno fino al 6 gennaio.

Bob Wilson - William Pope - 2005

Jeanne Moreau, Salma Hajek, Brad Pitt, Isabella Rossellini, per citarne alcuni, sono fra i nomi vip portati da Robert Wilson (Waco, 1941) a Torino, dove è approdato con una mostra allestita a Palazzo Madama, in concomitanza con il Prix Italia e in partnership con la RAI. La sua biografia recita che egli è regista, drammaturgo, nonché pittore, scultore e designer di luci e suono.
I suoi video portrait sono frutto di una ricerca iniziata nel 2007, in collaborazione con Voom Hd, che sviluppa la tecnologia ad alta definizione applicata alla tv. Per certi versi risultano debitori delle sperimentazioni di Andy Warhol, che tra il ’64 e il ’66 girò centinaia di video, muti e mandati al rallentatore. Ma Wilson va oltre, sintetizza elementi, tecniche, discipline e riferimenti: da Rembrandt a Mantegna, sino a Luchino Visconti e all’universo pubblicitario. Il risultato è un mix innovativo, ottenuto attraverso riprese da 30 secondi sino a 20 minuti, mandate in loop affinché non se ne percepisca l’inizio o la fine.

Bob Wilson – Gao Xingjian – partic. – 2005

La tecnologia è sofisticata, con playback audio/video, e l’effetto è spiazzante: l’approccio fotografico svanisce quando si percepiscono lievi interferenze, date dai minimali movimenti delle immagini o dal calibrarsi della luce, sempre fondamentale nel lavoro di Wilson e dalla quale dipende la consistenza o l’evanescenza delle atmosfere. Il processo genera una tensione che carica di contenuti le immagini, in una riflessione sulla vita tra sogno e realtà.
Il contenitore di Palazzo Madama amplifica questa percezione, come in una scatola magica che moltiplica le relazioni negli specchi, decorazioni, tappezzerie, affreschi e dipinti del Sei-Settecento. La sovra-stimolazione ottica (ma anche acustica, perché ogni opera è abbinata a una musica ‘ad hoc’) ha un momento di stand-by nella Sala Senato, dotata di un allestimento importante che racchiude un recinto di animali, dal gufo al porcospino Boris.

Bob Wilson – Horned Frog – 2006

Parallelamente, in prospettiva didattica, alle opere di Wilson sono accostati ritratti di varie epoche, provenienti dai depositi del Gam o dalle collezioni del Museo Civico di Palazzo Madama stesso, operazione intelligente a km zero. Unica nota stonata la mancanza di catalogo, che (pare) sarà pronto alla fine di novembre.

Milena Zanotti

Torino // fino allo 6 gennaio 2013
Bob Wilson – Ritratti a Palazzo Madama
a cura di Noah Khoshbin
PALAZZO MADAMA
Piazza Castello
011 4433501
www.palazzomadamatorino.it

 

  • Sicuramente un bell’esempio di intervento che, consapevole della particolarità insite, entra in un giusto equilibrio, in cui tutte le parti rimangono in risalto.