I micromondi di Diem Chau e Kappao

Una lente di ingrandimento per scoprire le minuzie delle opere di Diem Chau e Kappao. “The delicacy of tiny things”, ha un allestimento curato e capace di valorizzare le piccole sculture. In mostra alla Galleria Patricia Armocida, fino al 30 novembre.

Kappao, Sorry, 2012

L’una abita in una casetta ai margini della foresta nelle montagne intorno a Seul, in completa solitudine, e cuoce in un forno panciute figure in ceramica, con una fascia che ne maschera gli occhi, come se volesse nascondere anche loro, oltre che se stessa. L’altra si è trasferita a Seattle con la famiglia in fuga dal Vietnam nel 1986 e ha cominciato a scolpire – mestiere da uomini! – minuscoli esserini su punte di matita e di pastelli a cera e a vestire d’organza servizi da tè, dove ricama volti e sagome, che talvolta si sfilacciano. Sono Kappao (Jeju, 1977) e Diem Chau (Saigon, 1979), che ripropongono la propria tradizione culturale unendola alle tracce del vissuto personale. Con pazienza, le sapienti mani delle due artiste scolpiscono, ricamano e modellano opere fatte di gesso e solitudine, di legno e fragilità.

Marta Cereda

Milano // fino al 30 novembre 2012
Diem Chau & Kappao – The delicacy of tiny things
PATRICIA ARMOCIDA
Via Lattanzio 77
02 36519304 / 339 7291034
[email protected]
www.patriciaarmocida.com

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Marta Cereda
Marta Cereda (Busto Arsizio, 1986) è critica d’arte e curatrice. Dopo aver approfondito la gestione reticolare internazionale di musei regionali tra Stati Uniti e Francia, ha collaborato con musei, case d’asta e associazioni culturali milanesi. Dal 2011 scrive per Artribune.