Afferrare un pensiero inconscio. Albanese e Falasca a Roma

Due poetiche in perfetta sintonia tra loro: Marisa Albanese e Cristina Falasca presso lo Studio Pino Casagrande di Roma. Fino al 12 novembre, due generazioni a confronto.

Marisa Albanese / Cristina Falasca - Cosa ferma le altalene? - veduta della mostra presso lo Studio Casagrande, Roma 2012

Un dialogo parallelo, quasi bisbigliato tra le due artiste lascia lo spettatore avvolto dal silenzio di interrogativi esistenziali. Cristina Falasca (Roma, 1980), nella logica non-progettuale dei suoi lavori, tenta di avviare con l’altro una relazione senza filtri, nella pura libertà di un pensiero che però sfuma e rimane sempre incomprensibile. Dove la “liquidità” della parola è vinta dalla poeticità, a volte anche un po’ repellente, di inserti naturali che fuoriescono a pungere la nostra realtà. L’intento è ricordare che, al di là dell’intelletto e della logica, esiste una parte dell’uomo che deve essere consapevole del nostro stare al mondo.
Marisa Albanese (Napoli, 1947) al pensiero sostituisce la casualità dell’avvenimento espressa nel tratto di matita, nel vento che soffia, nella staticità impassibile dei rami che si inglobano nell’ambiente cittadino. In questo andare e venire di pensieri, suoni, immagini, materie, così apparentemente libere e fortemente statiche, la leggerezza iniziale si tramuta in uno scontro di solitudini a cui è impossibile sfuggire.

Claudia Fiasca

Roma // fino al 12 novembre 2012
Marisa Albanese / Cristina Falasca – Cosa ferma le altalene?
a cura di Flavia Montecchi
STUDIO PINO CASAGRANDE
Via degli Ausoni 7a
06 4463480
[email protected]
www.pinocasagrande.com

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Claudia Fiasca
Nata nel 1988, vive a Roma. Si laurea nel 2011 in Storia dell’arte con una tesi in Arte Contemporanea e consegue nello stesso anno un master in Estetica e Comunicazione museale. Attualmente sta approfondendo i suoi studi frequentando il corso di laurea magistrale presso l’Università di Roma La Sapienza. Adora i dettagli ed è una silenziosa osservatrice. Le piace stare in treno e ammirare le vicende umane nelle sale d’attesa degli aeroporti. Porta sempre con sé carta e penna, per scrivere d’arte e ricordare piccoli eventi comuni che a volte, lasciano una sensazione immemorabile. Ha iniziato a scrivere poesie dall’età di otto anni. Ora pensa e si adopera per il suo futuro da critica e curatrice.