Shock culturali. Proposti dalla pachistana Adeela Suleman

Una buona lezione di slowness è quella che impartisce l’artista di Karachi, in mostra fino al 17 novembre da Alberto Peola a Torino. Perché la prima impressione, almeno in questo caso, non è quella che conta.

Adeela Suleman - Prying in her richly decorated room I - 2012

La prima impressione è: kitsch. Perché l’opera di Adeela Suleman (Karachi, 1970) che si vede entrando in galleria ha due grandi ali in acciaio appese al muro, ai lati di un “corpo” finemente decorato. Il tutto a sbalzo, artigianalmente. Necessita dunque di contestualizzazione e attenzione l’opera di Suleman. Occorre fermarsi un momento in più per leggere quelle forme, per apprendere che il pavone, nella sua cultura, è latore di sventure, per notare che i pesci sono sottosopra, morti, che i fiori attorniano giubbotti esplosivi. E che le strutture che reggono i bassorilievi e i tappeti sono barelle e sostegni per flebo.

Un contrasto, un conflitto culturale che arriva lentamente, ribaltando il sensazionalismo diffuso del contemporaneo. E così si passa dal kitsch all’intellettualizzazione e infine alla sensazione. E magari, si auspica, a una riflessione più compiuta su qualche tema geopolitico.

Marco Enrico Giacomelli

Torino // fino al 17 novembre 2012
Adeela SulemanI had no choice but to hear you
ALBERTO PEOLA
Via della Rocca 29
011 8124460
[email protected]
www.albertopeola.com

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.