Sam Pulitzer e l’universo di-segni. Al Pastificio Cerere

Bianco e nero, pieno e vuoto, contemporaneo e preistorico: è un gioco di opposti la mostra di Sam Pulitzer, a Roma fino al 7 novembre. Per capire “Untitled” devono essere attivati entrambi i nostri emisferi cerebrali, poiché l’impostazione analitica convive brillantemente con una visione più evocativa.

Sam Pulitzer - Untitled - 2012 - courtesy l'artista & Real Fine Arts, New York & Federico Vavassori, Milano - photo Giorgio Benni

La mostra è una sintesi di spazio, tempo e luce, i cui testimoni silenziosi sono il Sole e la Luna che ricorrono nei disegni presentati come simboli dal sapore esoterico e capaci di far leva su ricordi ancestrali dell’uomo, ma mescolati a immagini più leggere, vicine quasi al mondo dell’infanzia.
Sam Pulitzer (1984, vive a New York) mette nero su bianco, e non in senso metaforico, immagini severe, perfino inquietanti, a volte, ma sapientemente interrotte un attimo prima di diventare pesanti, dall’inserimento di motivi giocosi; ed ecco entrare in scena i fumetti: quel vastissimo mondo di icone cui l’artista attinge per scardinare il canonico modo di dipingere e di intendere il sistema arte. Il disegno, Untitled, in cui una banda di quattro ragazzi, ciascuno appartenente a una cultura suburbana, come il rap e il punk, è in procinto di scagliarsi contro il pittore classicamente inteso, altro non è se non una rivendicazione da parte della Street Art a essere considerata arte a tutti gli effetti.

Sam Pulitzer – Untitled – 2012 – courtesy l’artista & Real Fine Arts, New York & Federico Vavassori, Milano – photo Giorgio Benni

In un percorso che procede a ritroso troviamo le immagini dell’artista statunitense (tutte elaborate al computer) direttamente applicate sulla parete della galleria (o meglio, stampate su pellicola adesiva) che richiamano tutto quello scenario appartenente all’arte urbana degli Anni Settanta-Ottanta la quale, a sua volta, può essere ricondotta, almeno nel modo di operare, al graffitismo dell’uomo primitivo.
A questo punto, come in un cerchio che si chiude, Sam Pulitzer propone la sua immagine rupestre: un labirinto composto da una linea nera e continua che porterebbe allo smarrimento se non fosse ancorata, ancora una volta, a cerchi neri e pieni. E proprio il cerchio è il fil rouge che lega tutta la produzione dell’artista: infatti, anche se in questa mostra non sono presenti i plugs, cioè un tipo particolare di piercing a forma di anello spesso incastonati da Pulitzer sulla parete espositiva, essi sono disegnati sulla parete. Questa volta il cerchio è messo in relazione al pentagono (ancora una volta un simbolo esoterico); la ferrea geometria che si apre alle morbide linee delle sue visioni oniriche che creano animali appartenenti ad altri universi.

Sam Pulitzer – Untitled – 2012 – courtesy l’artista & Real Fine Arts, New York & Federico Vavassori, Milano – photo Giorgio Benni

Per comprendere il lavoro di Pulitzer, sintesi tra razionale e fantastico, non c’è bisogno di seguire un canale preferenziale e prestabilito. La sua lettura non è mai definita (e definitiva), ma solo suggerita e l’indagine ancora aperta.

Valentina Nunnari

Roma // fino al 7 novembre 2012
Sam Pulitzer – Untitled
a cura di Michele D’Aurizio
FONDAZIONE PASTIFICIO CERERE
Via degli Ausoni 7
06 45422960
[email protected]
www.pastificiocerere.com

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Valentina Nunnari
Valentina Nunnari (Roma, 1987) ha studiato Architettura all’Università la Sapienza di Roma, dove si è laureata con una tesi in Storia dell’Arte Contemporanea. Attualmente è iscritta al dottorato di ricerca in “Architettura. Teorie e progetto” presso il Dipartimento di Architettura e Progetto della Facoltà di Architettura di Roma, dove si occupa di temi legati alla teoria e alla progettazione in architettura, ed è coinvolta in progetti di ricerca e pubblicazioni, svolgendo parallelamente attività di collaborazione alla didattica all’interno di uno dei Laboratori di Progettazione Architettonica I della stessa Facoltà. Da sempre appassionata di arte contemporanea, dal 2012 collabora con Artribune. Grande viaggiatrice.