Quel che resta del quadro. Le sottrazioni di Ballester

Immaginate la Vergine delle Rocce di Leonardo trasformata in un desolato paesaggio disabitato o l’Annunciazione di Beato Angelico ridotta a un vuoto portico classicheggiante. È l’ultima serie di José Manuel Ballester. All’Accademia di Spagna a Roma, fino al 30 ottobre.

José Manuel Ballester - Nascimento de Venus - 2012

C’era una volta l’uomo al centro dell’universo, unità di misura di tutto il visibile. Dopo sei secoli arrivò José Manuel Ballester (Madrid, 1960) e l’antropocentrismo rinascimentale rimase solo un ricordo.
Nelle opere dell’artista spagnolo, riproduzioni fotografiche di famosi dipinti (per questa prima personale nel Belpaese, una selezione tutta italiana), l’uomo è scomparso. Sulla tela, o meglio sul fotogramma, non resta che la natura che lo circondava, le architetture che lo accoglievano. E lo sfondo, da sempre mero contenitore di ben più nobili immagini, si riscatta.
Dalle architetture contemporanee, soggetto prediletto dell’artista, Ballester guarda indietro al passato, ma con il medesimo scopo. Il fotografo crede che dovere dell’arte sia scuotere le menti, mostrando l’oscura bellezza del mondo. Davanti ai lavori ospitati dall’Accademia lo spettatore si attiva. Affissi alle pareti non ci sono episodi vissuti e narrati, ma luoghi in cui qualcosa sta per accadere. A imporre i dettami dell’evento è l’immaginazione di colui che guarda. E L’Annunciazione diventa un Posto per un’annunciazione.

José Manuel Ballester – Spazi Nascosti. Il lavoro del Rinascimento italiano – inaugurazione della mostra presso l’Accademia di Spagna, Roma 2012

La mostra è allestita nell’ambito di Fotografia – Festival Internazionale di Roma. Tema dell’edizione 2012 è il lavoro. Se scontato è considerare le operazioni tecnologiche da pseudo-restauratore che Ballester esegue per riempire i vuoti lasciati sulla tela dalle figure sottratte, si pensi all’attività tutta analogica e manuale degli assistenti di bottega che, ai tempi di Giotto e compagni, dipingevano con devota meticolosità la cornice in cui il maestro avrebbe inserito gli interpreti della vicenda.
Insomma, l’uomo sarà pure desaparecido, vinto dall’odierna crisi economico-sociale che lascia ben poco spazio a forme di protagonismo, ma la sua memoria, trasmessa attraverso i segni del lavoro svolto, rimane indelebile. A testimonianza di una necessità atavica e insopprimibile, pur nelle diverse sfumature storiche, di esprimere il proprio sentire.

Stella Kasian

Roma // fino al 30 ottobre 2012
José Manuel Ballester – Spazi Nascosti. Il lavoro del Rinascimento italiano
REAL ACCADEMIA DE ESPANA EN ROMA
Piazza San Pietro in Montorio 3
06 5812806
[email protected]
www.raer.it

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Stella Kasian
Stella Kasian, nata a Roma nel 1981, si laurea in Studi storico-artistici alla Università degli Studi di Roma “La Sapienza” con il massimo dei voti, scegliendo di specializzarsi in Storia dell’Arte Contemporanea. La passione per l’arte e il desiderio di comunicarla spingono, sin da subito, la giovane Stella a muovere i primi passi nell’ambito del giornalismo on line. Trasferitasi a Londra, ancora oggi sua dimora elettiva, approfondisce le proprie conoscenze con esperienze variegate che arricchiscono la cultura accademica di nuove contaminazioni internazionali: dal corso curatoriale presso la University of The Arts alle collaborazioni con il Barbican Centre e con il Camden Arts Centre, nella quali si avventura nell’attività promozionale, organizzativa e curatoriale di eventi. Intanto Stella prosegue con sempre più impegno la sua attività di redattrice free lance, collaborando proficuamente con varie testate italiane su web e su carta.