Otto artisti con colonna sonora dei Pink Floyd

“Il lato oscuro della Luna” è la collettiva di otto artisti curata da Andrea Bruciati, in mostra alla Jarach Gallery di Venezia fino al 27 ottobre. Ispirata al celebre album dei Pink Floyd uscito nel 1973, riporta l’atmosfera disincantata di quegli anni tornata a essere attuale. Perché siamo costretti a fare i conti con una politica d’austerity e con la perdita delle utopie.

Dacia Manto - Dusking - 2012 - courtesy Jarach Gallery

Le opere de Il lato oscuro della Luna possiedono quella stessa nigredo, quel lato oscuro, introverso, quasi fallimentare della riflessione artistica nel suo porsi in essere con la Storia. Così Sergio Breviario presenta una serie di stampe di figure geometriche spigolose e nere, sovrapposte e ripetute con rigore, che ricordano impulsi di energia oscura nello spazio vuoto: il titolo Lilith è un indizio alle figure mitologiche notturne e demoniache; anche It’s not right di Paolo Gonzato è una struttura di angoli neri lignei che spiccano drammatici sullo sfondo immacolato della parete, ma smentisce l’intransigenza delle regole compositive con una disposizione apparentemente casuale e l’intervento quasi distratto di fili di rafia
Stefano Calligaro propone una composizione di tre piccoli e semplici oggetti, che chiama Calendar, portrait in three times, la cui percezione vuole oscillare dall’interpretazione di un misterioso rebus temporale alla serena accettazione di una mancanza consapevole di significato, se non il proprio essere; SUM I di David Casini è il disegno di una grotta su carta dorata che invita a entrare nella dimensione immaginifica e preziosa della mente; Alan walks to a red point di Andrea Dojmi è lo still frame del suo The distance to the sun, un film che attraverso il viaggio verso uno dei luoghi più segreti al mondo, l’Area 51 in Nevada, ci riporta indietro nei nostri spazi-memoria lontani, in una ricostruzione della propria narrazione nel tempo.

Lucia Veronesi – Ho preso il mio orizzonte e l’ho spostato più in là – 2012 – courtesy Jarach Gallery

Dusking, l’installazione di Dacia Manto composta da pigmenti e disegni sul pianeta Venere, si interroga sulla possibilità avanzata da alcuni scienziati di impadronirsi di altri pianeti per ovviare alla penuria di risorse sulla Terra, modificandone l’atmosfera e sconvolgendone perciò l’aspetto; il video Every day di Pietro Mele ci pone di fronte alla contraddizione quotidiana e dai risvolti sovente spietati di conciliare natura e progresso tecnologico nel nostro sostentamento. Infine, Ho preso il mio orizzonte e l’ho spostato più in là sono due collage dell’omonima serie di Lucia Veronesi in cui constatazione e desiderio dell’immagine si rincorrono e si fondono in forme che nella contemplazione sembrano trasformarsi, mutarsi, ricoprirsi a vicenda.

Stefano Albizzi

Venezia // fino al 27 ottobre 2012
Il lato oscuro della Luna
a cura di Andrea Bruciati
JARACH GALLERY
Campo San Fantin – San Marco 1997
041 5221938
[email protected]
www.jarachgallery.com