L’apocalisse rurale di Forbici. Paesaggi da una terra avvelenata per incuria

Alberi sofferenti, pozze stagnanti e campi ormai sterili. Storie di ordinario inquinamento. affidate a una pittura carica di risentimento e a una tavolozza di impronta decisamente tedesca. Succede da Rizzi & Ritter a Milano, fino al 26 ottobre.

Jernej Forbici - Last flowers - veduta della Galleria Rizzi & Ritter, Milano 2012

Basterebbe poco, davvero pochissimo: trattamenti semplici ed economici quelli necessari a rendere inerti scarti di lavorazione che, così come sono, risultano invece letali. Ma in quella fabbrica nella civilissima Slovenia non se ne curano: lo sversamento di liquami in aperta campagna, segno di incuria letale, ammorba il terreno e appesta le bestie, in uno scenario di fetida ed umida desolazione. Jernej Forbici (Maribor, 1980) conduce da tempo la propria battaglia per fermare l’eco-scempio, traducendo il proprio sconcerto su tela. Paesaggi che vanno dal minuscolo al grande formato: pianure graffiate dalle tracce bianche e rosse degli inquinanti, campiture pastose e irrespirabili; la pellicola pittorica abrasa, scheggiata, stuprata. Un cielo basso eppure lontanissimo, irrimediabilmente senza speranza.

Francesco Sala

Milano || fino al 26 ottobre
Jernej Forbici – Last flowers
a cura di Fortunato D’Amico
BIANCA MARIA RIZZI & MATTHIAS RITTER
Via Tertulliano 70
02 58314940
[email protected]
www.galleriabiancamariarizzi.com

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.