Racconti dalla (ex) Motown

A Detroit, ex città industriale in cerca di identità, risorge il museo dedicato all’arte contemporanea. Naturalmente in un vecchio concessionario di automobili. Uno spazio indipendente in una metropoli in ricostruzione. Dalla nostra inviata.

MOCAD - Detroit

Il MOCAD – Museum of Contemporary Arts of Detroit si affaccia su Woodward Avenue, una delle strade principali della città. È nato nell’ottobre 2006, dopo dieci anni di discussioni, compromessi, progetti e ricerca di fondi. A volerlo, un gruppo di undici persone, con un obiettivo comune: mettere l’arte in primo piano, portandola tra la gente.
La vicedirettrice Rebecca Mazzei, americana nonostante il nome italianissimo, ci spiega che la struttura non riceve fondi pubblici, ma è finanziata da alcune fondazioni private, da eventi annuali di beneficenza, da attività extra che il museo propone e dai ricavi dello store. All’incirca 35mila persone visitano ogni anno questo spazio espositivo.
Qui non c’è una collezione permanente. Il MOCAD ha bisogno di agilità, velocità; ha bisogno di catturare le cose nuove appena nascono, non vuole legarsi alle opere, vuole essere conosciuto e riconosciuto come un museo sempre in movimento. Ha scelto di farsi portavoce, quanto più possibile, di novità e artisti emergenti.

MOCAD – Detroit

Tre diversi cicli di eventi si susseguono durante l’anno: fall, da settembre a dicembre; winter, da gennaio ad aprile; summer, da maggio a luglio. Ogni ciclo prevede da una a quattro esposizioni. Tra le mostre più importanti viste al MOCAD, nel 2007 Shrinking cities, organizzata dalla German Cultural Foundation: la città come tema principale, quella città i cui spazi a volte si svuotano e poi si riempiono di nuovo, trovando un’altra funzione a cui adempiere. Nel 2008 Words fail me, un progetto che mescolava arte visiva e linguaggio, analizzandone la capacità di andare al di là del significato, dei limiti e dei confini imposti dalla lingua. Sempre nel 2008, una retrospettiva sulla stilista madre della maison francese Comme de Garçons, Rai Kawakubo.
Quest’anno il MOCAD rilancia la propria attività. Sarà presente alla Biennale di Shanghai in qualità di curatore del padiglione di Detroit. Per l’occasione, una pièce teatrale dal titolo Voice of the city verrà messa in scena dal gruppo teatrale Hinterlands.

Hinterlands – Voice of the city – 2012

L’inaugurazione del ciclo fall 2012 è fissata per il 7 settembre. La mostra che vedrà la luce è Vision in a Cornfield, una collaborazione fra tre differenti collettivi artistici in cui vecchie automobili vengono trasformate in sculture viventi in grado di comunicare tra loro. In questa occasione verranno proiettati anche due lavori di Anri Sala. La stessa serata offrirà anche un concerto con Duane, sperimentatore di generi, dall’elettronica al glam rock, e Tunde Olaniran, musicista afro-americano dai ritmi folk, soul e jazz.
Perché gli States non sono solo New York e Los Angeles.

Giulia Cirlini

mocadetroit.org

CONDIVIDI
Giulia Cirlini
Giulia Cirlini, nata a Reggio Emilia, ha studiato a Firenze Lingue e Letterature Straniere, anche se avrebbe voluto fare altro...tuttavia si è laureata nel 2011 con una tesi sulla nascita e l’evoluzione della scrittura cinese. Da sempre ama il cinema, il teatro, l'arte, la buona cultura insomma, e non appena ha potuto ne ha fatto un lavoro, o sta cercando di farlo, vista la giovane età… Per uno strano caso della vita, dopo periodi trascorsi in Spagna, Francia e Cina, si è trovata a vivere a Detroit, dove ha scoperto che c'è molta vivacità, anche artistica. Qui lavora in un museo e scrive per alcune testate, cercando di far conoscere la realtà detroitiana a chi ancora pensa che questa città esista solo nei film polizieschi Anni Ottanta.
  • Antonio

    Ho visto un reportage dedicato a Detroit su una televisione francese: la città è in condizioni drammatiche, i quartieri residenziali vengono abbandonati e le case vengono fatte abbattere dall’amministrazione cittadina per evitare che diventino luoghi di criminalità e spaccio di droga; l’amministrazione comunale è vicina al fallimento, a causa del crollo dei redditi degli abitanti e quindi delle entrate fiscali. Speriamo che un avvio di ripresadella città possa venire (anche) dall’arte.