Hubert Kostner al Blocco di Taibon. Per il secondo ciclo di mostre DC Next

Si intitola “Agner” la personale di Hubert Kostner. 100 metri cubi di ghiaia e 1600 metri di corda da arrampicata proiettati negli spazi della ex fabbrica Visibilia. Adottata per quest’anno da Dolomiti Contemporanee.

Hubert Kostner - Agner - veduta della mostra presso la ex Fabbrica Visibilia, Taibon Agordino 2012 - photo G. de Donà

Con la sua installazione site specific, Hubert Kostner (Bressanone, 1971; vive a Castelrotto) inserisce una porzione di paesaggio dolomitico negli spazi espositivi, traducendo in maniera molto concreta e tangibile la riflessione che tutti gli artisti di DC Next si sono trovati a fare con l’ambiente che li ha ospitati.
Con Agner si ricostruisce, quindi, un contatto con l’ambiente che non è solo mentale ma prima di tutto fisico, e i frammenti paesaggistici che entrano nello spazio espositivo non si presentano come immagine o metafora, ma in prima istanza come dati sensibili: pietra, ghiaia, polvere. 100 metri cubi di ghiaia alluvionale hanno fatto irruzione nell’APL 3, saturandola fino a far traboccare il materiale all’esterno. L’effetto per il visitatore è duplice.
Ciò che si vede dall’esterno ben si armonizza con il contesto geografico generale nel quale è inserito, ma quando ci si avventura nell’installazione per osservarla da vicino l’effetto è straniante. Uno iato che nasce dalla presenza in un interno di un materiale solitamente collocato all’esterno. Sullo strato di pietre e pietruzze si adagia, poi, una palla rossa, 1600 metri di corda da arrampicata raggomitolata con cura su se stessa. La metratura non è casuale. L’artista ha scelto con essa di rappresentare, questa volta sì usando un simbolo, la lunghezza dello spigolo Nord dell’Agner (2872 metri), la via di arrampicata più lunga delle Dolomiti e un’icona del paesaggio taibonese.

Hubert Kostner – Agner – veduta della mostra presso la ex Fabbrica Visibilia, Taibon Agordino 2012 – photo G. de Donà

Il visitatore-escursionista, che a questo punto aveva accettato il fatto di trovarsi in una situazione atipica, rimane nuovamente interdetto nel trovarsi davanti un oggetto così ordinato e placido, nettamente contrapposto al caos che lo circonda. Quella corda che, rimanendo tesa, assicura gli alpinisti nell’ascesa è stata temporaneamente riposta in uno spazio espositivo in attesa di essere utilizzata di nuovo. Componendo questi pochi elementi, Kostner riesce a sintetizzare l’esperienza di chi quel picco l’ha scalato, di Gilberti e Soravito, di Messner e Mayerl. Di coloro che vivono la montagna come una sfida e sono disposti a confrontarsi con essa, mettendo in gioco le proprie risorse per valutare se effettivamente alcune imprese sono impossibili o solo difficili.

Veronica Mazzucco

Taibon Agordino // fino al 21 ottobre 2012
Hubert Kostner – Agner
FABBRICA EX VISIBILIA
Località Campagna 1
0437 62221
[email protected]
www.dolomiticontemporanee.net

CONDIVIDI
Veronica Mazzucco
Nata nel 1987 a Feltre. Di formazione classica, presto scopre una passione per le arti visive. Dopo la laurea in Conservazione dei beni culturali a Udine, decide di trasferirsi a Venezia per specializzarsi in Economia e gestione delle arti e avvicinarsi ad un ambiente artistico più fervente e legato al contemporaneo. Parallelamente al percorso universitario ha avuto la possibilità di collaborare con organizzazioni quali la Peggy Guggenheim Collection e la Biennale di Venezia. Attualmente, oltre che di arte contemporanea, si interessa di industrie culturali e creative.