Catarsi greche a Modena

Negli spazi più “estivi” della Galleria Civica di Modena, Nakis Panayotidis racconta il suo pellegrinaggio artistico. Fino al 16 settembre, un viaggio nella luce.

Nakis Panayotidis - Kabul, il racconto di un sogno - 2003-12

Il progetto di Nakis Panayotidis (Atene, 1947; vive a Berna) a cura di Marco Pierini e Matthias Frehner – direttore del Kunstmuseum di Berna – è uno sguardo retrospettivo sui progetti dall’artista e sulle sperimentazioni (scritte e neon, disegni retroilluminati e installazioni) che hanno contrassegnato la sua ricerca dalla fine degli Anni Settanta a oggi. Le opere, in parte realizzate dall’artista specificamente per la mostra, sono allestite negli spazi espositivi della Palazzina all’interno dei Giardini, sede distaccata della Galleria Civica di Modena.
Il progetto prende forma via via attraverso una pluralità di materiali e tecniche, celati, svelati, orientati costantemente alla luce, riferimento e matrice di tutto il suo percorso creativo. L’artista greco racconta: “Essere contemporanei è, innanzitutto, una questione di coraggio: perché significa essere capaci non solo di tenere lo sguardo sul buio dell’epoca, ma anche di percepire in quel buio una luce che, diretta verso di noi, si allontana infinitamente da noi. Cioè ancora: essere puntuali a un appuntamento che si può solo mancare”.

Nakis Panayotidis – veduta della mostra presso la Galleria Civica, Modena 2012

Negli spazi speculari e fortemente connotati della galleria, l’artista allestisce con rigore e coerenza formale un’elegia alla luce, un dialogo stretto con la memoria, la rivelazione di testi e miti riferiti alla sua patria, appannate forme simboliche, paesaggi marittimi, spazi di archeologia industriale attraversati da corpi luminosi. Luce/ buio e vapore artificiale non dissolvono lo sguardo ma segnano il passaggio di stato tra realtà materiale visibile e spazio sensibile.
Agli estremi opposti dei saloni principali sono collocate due opere create con tubi al neon (lettere ribaltate) che delineano assieme a lavori più piccoli il ciclo Katharsis, appositamente realizzato per la monografica. Altri lavori operano per contrasto, negazione e rilevazione, anziché rivelare. Tra questi, Libertà nascosta, Nasconditi corpo, Nasconditi sapere. In quest’ultima opera, il sapere non si svela ma fa capolino dal cassetto di un piccolo tavolo, da cui fuoriesce anche vapore. Una nebbia temporanea che non offusca la scritta leggibile sul fondo: kruyou gnwsh. Nella saletta appartata adiacente, la scritta Kabul non svela solo se stessa ma, nel buio, traccia il profilo di una piccola sagoma scura.

Federica Bianconi

Modena // fino al 16 settembre 2012
Nakis Panayotidis
a cura di Marco Pierini e Matthias Frehner
GALLERIA CIVICA – PALAZZINA DEI GIARDINI
Corso Canalgrande 103
059 2032911
www.galleriacivicadimodena.it

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Federica Bianconi
Federica Bianconi è architetto, curatore e critico d’arte. Si è laureata in Architettura presso lo IUAV di Venezia e ha frequentato il Master in Management per Curatori di Musei di Arte e Architettura Contemporanea presso il MACRO di Roma nel 2003. Nell'ambito del progetto formativo del Master ha collaborato con il Museo d’arte Contemporanea di Bologna, Mambo. Ha lavorato presso studi di interior design e con aziende operative nell'ambito della comunicazione e dell'allestimento di spazi espositivi, museali, fieristici e commerciali. In qualità di curatrice indipendente ha ideato e curato mostre personali e collettive. Tra i progetti curatoriali realizzati Dream Room Project, presso Palazzo Dalla Rosa Prati, Parma; Re-Produ©tion presso Trevisan & Cuonzo, Parma/Milano; No place like home presso la Galleria Mazzocchi - Associazione Culturale Remo Gaibazzi, Parma e La Stanza delle Vergini Suicide in collaborazione presso FlashArtFair, Milano. Scrive per le riviste Artribune, Impackt e Kultmagazine. Attualmente vive e lavora a Parma e Rovereto dove lavora come curatrice indipendente e collabora con Marazzi Architetti, con Studio Tramontin, con il Comune di Rovereto e con Trentino Sviluppo per MadeExpo.