Zannier, la fotografia e il ritorno allo sguardo “puro”

Un racconto, un diario, un percorso lungo la storia della fotografia. Trecento immagini dall’archivio di Italo Zannier. Per festeggiare gli ottant’anni del professore, e per riscoprire ancora una volta un fondo di inestimabile valore culturale. A Pordenone, fino al 26 agosto.

Italo Zannier - Interno in Carnia - 1956

Questo lungo racconto fatto di immagini narra la vita di un grande cultore e di un appassionato collezionista di fotografia. Una vita caratterizzata dalla dedizione a un sogno, puntellata di scoperte, conoscenze, incontri, visioni e soprattutto tanta scrittura, dove il fil rouge si rivela sempre essere il fermo immagine fotografico. A ottant’anni, il più grande conoscitore italiano della materia ha progettato e curato con Denis Curti la mostra in corso a Pordenone, dove sono raccolte in ordine cronologico oltre trecento fotografie e una cinquantina di scritti provenienti dalla sua nuova collezione.
Va ricordato che nel 2010 Italo Zannier (Spilimbergo, 1932) ha donato parte del suo immenso archivio alla Fondazione di Venezia e questo passaggio è stato celebrato con un’esposizione presso la Galleria di Piazza San Marco della Fondazione Bevilacqua La Masa. Ricordiamo inoltre che innumerevoli sono le pubblicazioni, tra articoli e saggi, che il professore friulano ha dato alle stampe lungo tutta la sua carriera e che grazie a questo patrimonio possiamo oggi avere una percezione dell’importanza della fotografia che altrimenti sarebbe stata inimmaginabile. Non solo una conoscenza artistica, s’intenda, ma anche tecnica, scientifica, culturale che ha consentito a noi, osservatori, di maturare una consapevolezza nei confronti delle immagini del tutto nuova.

Luigi Veronesi – Fotogramma – 1978

Anche questo nuovo appuntamento è un modo per fruire didatticamente dei fondi e degli archivi di Italo Zannier: l’ordine cronologico delle fotografie allestite, la scrittura chiara e ricca di aneddoti che accompagna le pagine del catalogo ne fanno uno strumento davvero indispensabile a chi si avvicina a questo mondo. La fotografia, lungi dal voler essere ancora oggi rappresentativa, liberatasi in alcuni casi dal referente oppure ‘entrata’ in esso come quando narra se stessa e la sua evoluzione, è – non solo e ovviamente – un linguaggio artistico ma anche uno strumento della memoria, un diario dell’evoluzione dello sguardo umano, un catalogo di emozioni che possono essere riproposte a occhi incorrotti.
André Malraux ne Il Museo dei Musei lasciava trasparire, in alcuni intensi e poi celebri passaggi, il suo disagio nei confronti della moltiplicazione irrefrenabile delle riproduzioni di capolavori d’arte in fotografie, ma ancora ignorava la potenzialità stessa del medium fotografico di liberarsi dell’appellativo ‘medium’. Se si temeva il passaggio dall’ammirazione alla pura conoscenza, con gli archivi e gli insegnamenti di Zannier possiamo ben dire di aver nuovamente capovolto il punto di vista: la fotografia, dopo essere stata profondamente conosciuta, è ora più che mai ammirata.

Chiara Casarin

Pordenone // fino al 26 agosto 2012
Italo Zannier – La sfida della fotografia. Un inedito racconto per immagini
a cura di Denis Curti e Italo Zannier
SPAZI ESPOSITIVI DI VIA BERTOSSI
Via Bertossi 9
0434 392916
[email protected]
www.artemodernapordenone.it

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Chiara Casarin
Chiara Casarin (1975) è curatore indipendente. Ha lavorato dal 2000 al 2003 presso la Fondazione Giorgio e Isa de Chirico di Roma, dal 2006 al 2008 presso la Fondazione Benetton Iniziative Culturali di Treviso, 2009 al 2011 presso la Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia. Nel 2009 ottiene il titolo di dottore di ricerca alla Scuola Studi Avanzati di Venezia con una tesi sulle problematiche dell’autenticità nell’arte contemporanea. Dal 2007 al 2009 è ricercatrice presso l’Ecole des Hautes Etudes di Parigi. Tra le sue più recenti pubblicazioni: Ceci n'est pas l'Auteur. Ovvero: l'opera dell'arte nell'elogio della sua riproducibilità digitale in “Engramma” n. 60, dicembre 2007; Estetiche del Camouflage (a cura di Chiara Casarin e Davide Fornari), ed. Et al., Milano 2010; Las Bodas de Canà en Venecia. Autenticidad de un facsimil in “Revista de Occidente” n. 345 Febbraio 2010, Fundaciòn José Ortega y Gasset, Madrid e BLM 2002>2010 ( a cura di) ed. Mousse Publishing, Milano 2010. Ha curato diverse esposizioni collettive e personali tra cui le più recenti In Equilibrio tra due punti sospesi di Silvano Rubino (Venezia BLM giugno 2010, catalogo Damiani), e Carlo Gajani (Museo Civico Archeologico di Bologna, maggio 2010, catalogo ed. dell'Archiginnasio) con Renato Barilli. Svolge attività di collaborazione alla didattica presso l' Università Ca' Foscari ed è docente di Arte Contemporanea presso lo IED (Istituto Europeo del Design) di Venezia. Dal 2009 collabora con la Soprintendenza B. A. P. di Venezia e Laguna.