Marilyn, l’ultimo scatto

“E se provassimo senza trucco?”. “Senza trucco?”. “Beh, magari con un po’ di eyeliner”. “E di rossetto”, aggiunge lei. “Però pochissimo. Lei non ha bisogno di trucco”. Bert Stern e Marilyn Monroe dialogano al Forte di Bard, fino al 4 novembre

Bert Stern - The last sitting

Nel 1962 Bert Stern è un fotografo noto soprattutto per i ritratti alle celebrità di Hollywood. Ha appena ottenuto di poter lavorare per il mensile Vogue con Marilyn Monroe, la diva per eccellenza, che sta vivendo un momento difficile della sua vita e della sua carriera. S’incontrano all’Hotel Bel Air di Los Angeles, dove verranno realizzati due distinti servizi nell’arco di pochi giorni, per un totale di 2.571 scatti, di cui solo 8 usciranno su Vogue il 6 agosto 1962, il giorno dopo la scomparsa dell’attrice. Sessanta di queste immagini, selezionate personalmente da Stern, sono in mostra al Forte di Bard sotto il titolo Marilyn. The last sitting.

Bert Stern – The last sitting

Stern offre al visitatore due diverse Marilyn: una glamour, quasi istituzionale, “vestita”, l’altra intima, fragile, “nuda”. Tra fotografo e modella la complicità è evidente, testimoniata dalla foto ricordo scattata insieme davanti allo specchio, dove fanno bella mostra di sé bottiglie di champagne vuote e scarpe gettate disordinatamente alla fine di una lunga nottata. Marilyn si offre all’obiettivo di Stern e lui ricambia restituendo l’immagine di una 36enne splendida e umanissima, dove qualche ruga e una profonda cicatrice non incrinano il mito ma liberano per una sera Norma Jean da Marilyn. Tra gli scatti in mostra anche le celebri “crocifissioni”, immagini in un primo momento rifiutate da Marilyn tramite un’evidente croce arancione e successivamente pubblicate con il beneplacito degli eredi.

Paolo Patrito

Bard // fino al 4 novembre 2012
Bert Stern – The last sitting
0125 833824
www.fortedibard.it

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Paolo Patrito
Paolo Patrito è un giornalista e fotografo, dal 1998 iscritto all’Ordine come pubblicista. Quando non è in viaggio, vive e lavora a Torino. Inizia a fotografare da ragazzino i viaggi di famiglia attraverso le lenti di una vecchia fotocamera Zeiss. Al lavoro con le immagini affianca presto la scrittura, formandosi collaborando con diversi periodici locali, tra cui il settimanale “La Voce del Popolo”, fucina torinese di giovani giornalisti. Nello stesso periodo, matura esperienza nel campo della comunicazione d’impresa e delle pubbliche relazioni. Oggi lavora come freelance, intendendo testi e immagini come strumenti differenti che si affiancano nel tessere la trama del racconto. Si occupa prevalentemente di lifestyle, food, viaggi, arte, cultura, eventi con frequenti divagazioni nel reportage di carattere sociale. Collabora continuativamente con magazine e siti web italiani e stranieri.