Sergio Scatizzi: storia di un pittore

La Fondazione Ragghianti di Lucca dedica a Sergio Scatizzi una grande mostra che ne ripercorre la carriera. Fu proprio Ragghianti, lo storico dell’arte di cui la Fondazione porta il nome, uno dei più importanti critici che promossero e lanciarono il pittore lucchese. Fino al 4 novembre.

Scatizzi. L’ipotesi della pittura - veduta della mostra presso la Fondazione Ragghianti, Lucca 2012

L’esposizione, organizzata dalla Fondazione e curata da Giovanna Uzzani, consta di oltre settanta opere, una parte delle quali appartengono alla collezione privata di Giuliano Innocenti, collezionista di Montecatini amico del pittore; l’altra sezione invece appartiene alla Fondazione stessa. La mostra è articolata in sezioni che propongono il percorso artistico di Sergio Scatizzi (1918-2009) scandito in decenni: si inizia dai paesaggi di Lucca e della Valdinievole, le terre della nascita e della giovinezza del pittore, fissate su tela negli anni Quaranta e ci si ferma al 1982, anno in cui muore l’amico Innocenti e in cui l’artista fa la sua ultima donazione alla Fondazione Ragghianti.
La forza espressiva di Scatizzi emerge nelle nature morte, nelle quali la materia è protagonista assoluta della tela: la sensazione di angoscia e di caducità in queste opere è tutta plastica, la materia è aggredita dalla spatola dell’artista e si protrae fuori dalla superficie come un corpo sventrato da un’esplosione. Un impeto pittorico e introspettivo che sembra placarsi invece nelle sorprendenti “marine”, nelle quali sono sempre e comunque le masse di colore a definire limiti e confini che sembrano appartenere a un paesaggio di un mondo lontano riconducibile, per certi versi, alla poesia di Sandro Penna. Capitolo a sé per le opere nella sezione relativa agli anni Sessanta nelle quali emerge l’informale e che delineano la fase probabilmente più originale dell’artista lucchese.

Scatizzi. L’ipotesi della pittura – veduta della mostra presso la Fondazione Ragghianti, Lucca 2012

A questo proposito è notevole poter confrontare le “marine” realizzate dallo Scatizzi di questi anni, che si delineano come grandi tele con un’unica massa di colore caratterizzata da leggere gradazioni dello stesso e da increspature che ne interrompono l’uniformità, con una “Marina” del ’79 in cui il paesaggio sembra uscire dalla nebbia di un ricordo lontano; ed è impossibile non cogliere nella “Marina” del 1981 l’avvertimento di una nuova sensibilità che, dopo i furori sperimentali che avevano investito le arti negli anni ’60 e ’70, virava verso una nuova metodologia comunicativa volta a semplificare e ripulire il materiale espressivo. Presenti nell’allestimento, oltre a opere di grafica e piccoli acquarelli, anche nudi e ritratti nei quali l’artista pare non trovare però la via d’espressione più compiuta e matura della propria arte.
Unica nota negativa dell’esposizione è un video costituito da zoomate sulle opere di Scatizzi che non aggiunge valore all’allestimento ed è inutile ai fini della lettura critca dell’artista e delle opere.

Gianmarco Caselli 

Lucca // fino al 4 novembre 2012
Scatizzi. L’ipotesi della pittura
a cura di Giovanna Uzzani
FONDAZIONE RAGGHIANTI
Via San Micheletto 3
0583 467205
[email protected]
www.fondazioneragghianti.it

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Gianmarco Caselli
Gianmarco Caselli da fine 2008 si è affermato come compositore: le sue musiche sono state eseguite in Festival e contesti di prestigio in Italia e all'estero come alla Carnegie Hall di New York, al Centre de Cultura Contemporània de Barcelona, a Berlino, Kiel, Città del Messico, Uruguay, Argentina, California, Istituti Italiani di Cultura di Amsterdam, Copenaghen, Amburgo, Londra. Alcune sue composizioni si sono affermate in concorsi internazionali e gli è stata commissionata la composizione di musiche da parte di esecutori, ensamble, o per video e eventi utilizzando sia l’elettronica che gli strumenti tradizionali. Collabora da anni con il Centro studi Giacomo Puccini di Lucca. Come giornalista critico musicale, critico d'arte e teatrale, realizza interviste e recensioni.