Tiziano makes you dance. A Londra

Artisti, coreografi, poeti, musicisti. Tutti insieme per “Metamorphosis: Titian 2012”. National Gallery e Royal Opera House chiamano una squadra di creativi per un progetto multidisciplinare ispirato al nostro Tiziano. Il risultato? Ve lo raccontiamo.

Marianela Nunez e il Royal Ballet in Diana e Actaeon - photo Johan Persson

Vi avevamo già parlato della mostra alla National Gallery di Londra. Ora abbiamo anche visto la performance del Royal Ballet. I tre quadri di Tiziano ispirati alle Metamorfosi di Ovidio Diana e Atteone, La morte di Atteone e Diana e Callisto costituiscono il nucleo attorno a cui ruota la mostra alla National Gallery (aperta fino al 23 Settembre) e l’intero, ambizioso progetto Metamorphosis: Titian 2012. Sì, perché i tre quadri sono stati la fonte d’ispirazione da cui musicisti, artisti, coreografi e poeti hanno creato opere inedite. Un vero progetto di fusione delle arti, decisamente ben riuscito.
Tre artisti visivi, Chris Ofili, Conrad Shawcross e Mark Wallinger, hanno creato sia nuovi lavori per la mostra alla National Gallery sia le scenografie e i costumi per i balletti alla Royal Opera House. Nel primo, Machina, l’inquietante macchina-robot di Shawcross sembra dotato di vita propria e segue i movimenti dei ballerini ai suoi piedi, avvicinandosi e allontanandosi a scatti. È la potenza della dea, vicina all’uomo e allo stesso tempo sua nemica, pronta a scatenare su di lui la sua ira. La luce della bacchetta metallica del robot sembra essere il suo occhio, e la scena si chiude col presagio che la macchina colpirà come fece Diana con Atteone.

Trespass fa riferimento al momento dell’infrazione, e Wallinger per la scenografia gioca con una struttura semicircolare che abbraccia i movimenti dei ballerini rendendoli ancora più coreografici, grazie a un gioco di specchi che riflettono, deformano e moltiplicano le loro immagini. Sono balletti che evocano i dipinti di Tiziano in maniera molto delicata, creando un parallelo tra la sinuosità dei movimenti dei ballerini e della pennellata, armonia della composizione e della danza.
Con l’ultimo balletto, Diana and Actaeon, si ritorna sul versante più tradizionale. Il linguaggio è forse meno contemporaneo, più narrativo, ma il risultato è il più suggestivo in assoluto, grazie alla coloratissima ed esotica scenografia di Chris Ofili, che ricrea una giungla fantastica. Stupendi i costumi, e la caccia-danza dei cani-ballerini.
I tre balletti sono la performance con cui Monica Mason chiude la sua carriera come direttore artistico del Royal Ballet. In grande. Per il progetto, oltre ai tre artisti, sono stati coinvolti sette coreografi e le musiche sono state create appositamente per l’occasione da tre compositori. Una celebrazione della creatività inglese ispirata a Tiziano.

Tiziano – Diana e Atteone – 1556-59 – The National Gallery, London

Metamorphosis: Titian 2012 è un progetto multidisciplinare che dimostra quali risultati sia possibile raggiungere con il dialogo fra le arti. E oltre alle arti visive, alla danza, e alla musica, ecco spuntare la poesia. Alcuni tra i più importanti poeti contemporanei (tra i quali Seamus Heaney, Premio Nobel per la Letteratura nel 1995) hanno scritto componimenti inediti lasciandosi ispirare dai quadri esposti. E se non bastasse, date un’occhiata al cortometraggio commissionato da Credit Suisse e diretto da Tell No One (Luke White e Remi Weekes): una trasposizione dalle atmosfere gotiche del mito di Diana e Atteone. Merita.

Roberta Minnucci

www.nationalgallery.org.uk/metamorphosis

CONDIVIDI
Roberta Minnucci
Si laurea in Lettere all’Università di Bologna con una tesi in Fenomenologia dell’arte contemporanea. Durante gli studi trascorre un anno all’estero all’Université Le Mirail di Toulouse (Francia) e a Bologna svolge un tirocinio nella Fondazione Federico Zeri ed un altro nella Galleria d’Arte Maggiore. Nel 2011 collabora con la Fondazione-Museo Pino Pascali in occasione della mostra dedicata a Bertozzi & Casoni, vincitori del premio. Successivamente trascorre un periodo nella Southampton City Art Gallery (Southampton, UK), dove cura la mostra dal titolo “Red: A Coloured Sensation”. Si trasferisce poi a Londra, dove si trova tutt’ora. Scrive per Segno ed Artribune.