Site specific e mirabilia

Tra le smorfie dei puristi che ancora non si arrendono alle contaminazioni delle arti nel tempo, il MAN di Napoli mette in scena, tra le sue mirabilia antiche, i “Landscapes of Memory” di Christian Leperino (Napoli, 1979). Due installazioni site specific, in mostra fino a domenica.

Christian Leperino - Landscapes of Memory - veduta della mostra presso il MANN, Napoli 2012 - photo Luigi Spina

Lo spettatore sa di entrare in un luogo spirituale e mitologico, dove pietre silenziose e mai inattuali proteggono memorie ancestrali. Il corto circuito è, allora, immediato e liberatorio: la memoria non va rimossa. Alle spalle del più straordinario gruppo scultoreo dell’antichità, il Toro Farnese, emerso da un unico blocco marmoreo alla fine del II secolo a.C. come testimoniato da Plinio il Vecchio, la pittura di Christian Leperino (Napoli, 1979) si impone grandiosa.
Lo spazio della sala che contiene la spettacolare rappresentazione del mito di Dirce viene prospetticamente sfondato dai frastuoni e dagli abbagli dipinti della nostra periferia, nell’autenticità di una memoria collettiva e artistica di ieri e di oggi. L’abbacinante perfezione classica della nostra storia appare inquinata dalle impalcature inadeguate, ma che pur ci appartengono, della modernità. Un po’ come quando negli anni successivi al terribile terremoto del 1980, in periferia si fabbricavano palazzi di cemento tra anfore romane e muri antichi costruiti con l’opus reticulatum. Perché, dice l’artista, “se il paesaggio urbano diventa il luogo in cui il complesso scultoreo e la memoria del mito si caricano di una nuova e ambigua vitalità, di converso, il confronto con la scultura antica e il suo carico secolare di memorie stratificate rende evidente la natura autentica di quel paesaggio contemporaneo, il suo essere innanzitutto un paesaggio della memoria”.

Christian Leperino – Landscapes of Memory – veduta della mostra presso il MANN, Napoli 2012 – photo Luigi Spina

Leperino riflette sul significato del tempo, che diventa memoria di tutti e di ciascuno, mettendone a fuoco i paesaggi. E l’indagine parte da sé, da quei ricordi ancora vivissimi della periferia dove l’artista ha vissuto, che gli hanno segnato la vita obbligandolo, per un’urgenza interiore, a documentare e raccontare.
Anche il progetto per lo Spazio Mostre trae origine da una riflessione personale sulla memoria, lungo la linea poetica dell’intreccio tra archeologia classica, archeologia industriale e “archeologia privata”. Attraverso l’esposizione, protetta da un cristallo, di alcuni arredi provenienti da una centrale termoelettrica dismessa del porto di Vigliena, dentro cui sono nascosti oggetti e ricordi personali dell’artista, il pensiero si fa struggente. La memoria universale del tempo scorre negli occhi di tutti, ma quella individuale resta innegabile e nascosta in ognuno di noi.
L’evento continuerà a ottobre con la presentazione del catalogo della mostra e la proiezione di un documentario sull’intera operazione artistica di Leperino, prodotto da Pigrecoemme e diretto da Giacomo Fabbrocino.

Ivana Porcini

Napoli // fino al 21 luglio 2012
Christian Leperino – Landscapes of Memory
a cura di Silvia Evangelisti
MANN – MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE
Piazza Museo Nazionale 19
+39 081440166
[email protected]
www.archeona.arti.beniculturali.it

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Ivana Porcini
Ivana Porcini (Napoli 02/08/71), laureata in lettere moderne e conservazione dei beni culturali. Specializzata in storia dell’arte, docente di Pedagogia dell’arte presso l’università Suor Orsola Benincasa di Napoli, scrittrice, docente di italiano e latino, gallerista. Ha curato numerose mostre di arte antica e contemporanea e partecipato a diversi corsi intensivi di formazione didattica all’arte, in particolare Artebambini a Bologna e Associazione Bruno Munari con Beba Restelli a Milano.