Grattacieli come macerie. Tra Venezia, Milano e Torino

Ci va giù pesante, Mirko Smerdel, nella sua valutazione di certa architettura contemporanea. Dal cantiere all’Isola di Milano, in mostra a Torino e a Venezia. In Laguna, da Jarach, un allestimento asciutto che valorizza appieno fotografie e graffiti. Fino a domenica.

Mirko Smerdel - She’s lost control - veduta della mostra presso la Jarach Gallery, Venezia 2012 - photo Claudia Rossini

Jacopo Jarach propone la personale di Mirko Smerdel (Prato, 1978; vive a Milano) rigorosamente con un’unica opera, una serie di trenta immagini intitolata I vostri grattacieli, esposta in contemporanea nella mostra dei giovani curatori della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino. Ma in Laguna l’opera è allestita in una maniera austera e inattesa: le fotografie stampate come poster e appese a fili in acciaio stesi tra le lunghe pareti, a disegnare una struttura a prima vista casuale, riprendendo il discorso critico dell’artista sulle gravi responsabilità dell’architettura per la società. She’s lost control è infatti il titolo della mostra, e “I vostri grattacieli sono macerie ancora prima di essere costruiti” è la sentenza senza appello e profezia minacciosa che l’artista prende da una frase graffita sui muri del discusso cantiere Isola di Milano, e che appone ripetuta su fotografie d’epoca e progetti utopici di grattacieli, a rimarcarne la certezza.

Claudia Rossini

Venezia // fino al 28 luglio 2012
Mirko Smerdel – She’s lost control
JARACH GALLERY
Campo San Fantin – San Marco 1997
041 5221938
info@jarachgallery.com
www.jarachgallery.com

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Claudia Rossini
Claudia Rossini (1986), artista sotto lo pseudonimo di Yamada Hanako. Vive e lavora a Venezia, non per scelta ma per necessità dell'anima. La sua attività principale e piacere è guardare: fuori dalla finestra, per strada, attraverso lo schermo del computer. Quando ha guardato qualcosa di interessante la fotografa e ne scrive, a servizio dello sguardo altrui. E questo vale anche per le mostre.
  • valeria

    Bella, spero di riuscire ad andarci ma come mai avete fatto il richiamo solo oggi che è l’ultimo giorno? valeria

  • Irene

    Quindi vi fate le mostre, vi auto promuovete, vi auto vendete e poi vi auto scrivete anche i pezzi sulle vostre stesse mostre??? Altro che conflitto di interessi!!!! Siete andati oltre!!!

    • Claudia Rossini

      Che le gallerie “si facciano le mostre”, “si promuovano” e “si vendano” è un’ovvietà.
      Ho preso in considerazione questa mostra di mia personale iniziativa perché è ben fatta. Ho scritto il pezzo citando in larga parte i testi critici dei curatori Aria Spinelli e Andrey Parshikov, che ne hanno permesso la pubblicazione nel comunicato stampa senza compenso a dimostrare l’onestà della loro convinzione. Le fotografie documentano una mostra che è evidentemente interessante, grazie @Valeria per l’apprezzamento.

  • Irene

    …ma cara Claudia mi pare tu ricopra troppi ruoli: sei l’assistente di galleria e allo stesso tempo sei un artista della scuderia della medesima galleria e allo stesso tempo scrivi della mostra che hai coordinato…..ti pare corretto??
    Tra l’altro se hai citato dovevi segnalarlo ( i nomi di Spinelli e Parshikov non sono da nessuna parte!!!) altrimenti diciamolo..hai copiato.

    (“senza compenso per dimostrare l’onestá della loro convinzione”???? Questa é bella non l’avevo mai sentita…)

    • Claudia Rossini

      Se questa è una critica alla mia persona la sezione commenti di Artribune non è lo spazio adatto: ti invito a scrivermi al mio indirizzo e-mail personale o su Facebook, grazie.

  • Redazione

    Se le cose che Irene sostiene sono vere (ci auguriamo di no) non possiamo che scusarci e cospargerci il capo di cenere. Stiamo sempre molto attenti a evitare circostanze simili che, tuttavia, ogni tanto sfuggono.
    Grazie del prezioso controllo a Irene, dunque. E scuse ai lettori.

    • Cristiana Curti

      Non capisco, redazione.
      A parte un “controllo” che dovrebbe essere solo sul merito delle informazioni consegnate al pubblico (e sulla loro veridicità), quale sarebbe di grazia il torto della Rossini?: essere assistente della galleria che ospita la mostra e quindi, di conseguenza, una promotrice della stessa? Dov’è il conflitto d’interessi e il danno per il pubblico? Essere un’artista e promuovere mostre di colleghi? (informatevi, o ignoti maldicenti, di come era normale che, durante tutto il Novecento storico e anche oggi, i nostri artisti scrivessero e anche diffusamente e con cognizione dei propri colleghi, della medesima galleria o di una concorrente…) Dov’è il conflitto d’interessi e il danno per il pubblico? Inserire brani o frasi – in una nota che certamente non si può dire un articolato ed esteso commento critico quanto piuttosto una consueta e sommaria presentazione di una mostra – da una probabile cartella stampa che, come di norma o spesso accade, è estesa dai curatori della manifestazione e l’averlo fatto con la loro approvazione (che sia scritta a lettere di fuoco o solo concessa oralmente, che cosa può cambiare: è una banale consuetudine del tutto accetta. Che cosa si pensa che facciano i copia-incollisti delle redazioni con le mostre in apertura: che citino i firmatari del c.s.?) che danno può essere arrecato a galleria, artista, curatori, mostra e, infine, ad Artribune e ai suoi lettori? Dove è l’immondo ricavo di questa lordura per la Rossini? Cosa c’è di losco oltre il desiderio di segnalare un’esposizione a cui si è collaborato e a cui si tiene?
      Come dovrebbero di grazia farsi conoscere gli eventi e le manifestazioni, solo ex post attraverso le accurate recensioni dei critici d’arte (che su Artribune, fra l’altro, non sono di casa in genere, fatto salvo per l’encomiabile lavoro del gruppo di studiosi della Normale di Pisa che qui scrive)?

      Non siamo piuttosto di fronte all’ennesimo desiderio forcaiolo mal indirizzato perché qualcuno (naturalmente senza cognome) che crede di vedere il marcio ovunque anche dove non c’è, lancia accuse e si dà alla dietrologia spinta, sport preferito di coloro che poco fanno e molto criticano?
      E cosa fa la Redazione? Dà ragione a chi neppure si firma mentre infanga il nome di una persona che ha declinato le proprie generalità e si è proposta solo per dare segnalazione di una mostra?

      Il tutto mentre intorno l’Italia dell’arte annega in corruzione e (vero) nepotismo. Che, in genere, ci si guarda assai dal denunciare.

  • Irene

    Purtroppo sono tutte cose vere, e non sono la sola a saperlo…talmente gravi che é doveroso discuterne pubblicamente.

  • Anna

    Giusto per capire: Claudia Rossini non vi ha fornito un cv prima di scrivere il pezzo?
    Onore al suo stakanovismo http://www.youtube.com/watch?v=Gb6WAHImfNQ&feature=related

  • marco

    ma redazione come e chi decide delle pubblicazioni nel vostro sito?

  • lino
  • Non posso che dare totalmente ragione a Cristiana Curti ed unirmi a lei per chiedere alla Redazione per qual motivo ha ritenuto doveroso scusarsi?
    I due terzi degli “articoli brevi” che presentano una mostra sono “taglia-copia-incolla” dalle PR delle mostre stesse (redatte in genere dai “curatori”) e quasi mai citano la fonte (e nessuno ne sente il bisogno o si scandalizza per questo).
    La Rossini e’ artista della galleria Jarach, collabora con essa ed ha organizzato lei la mostra? E allora? Se la solerte irene (ovviamente senza cognome) ed il codazzino di pronti estimatori di chi grida allo scandalo (sempre altrettanto rigorosamente anonimi) avessero, invece, postato un bel commento critico alla mostra (magari per stroncarla) avrebbero reso certo un miglior servizio ad Artribune ed ai suoi lettori… ma per farlo, naturalmente, occorrerebbe avere un po’ più di “capacita’” di quelle necessarie al solito consueto “dalli all’untore”…e allora limitatevi pure a quello … il commentario di Artribune ne guadagna di certo (… e di fatto si vede dal numero dei commenti in costante calo !!!)

  • Ma perchè non riportare l’attenzione alla mostra? Vi interessa più la mostra o quello che c’è dietro/davanti/difianco/disopra?

    Avete visto che Opere? Addirittura viene ripresa una frase graffita sui muri del cantiere Isola di Milano. Acciderbolina! Perdincibacco! Questo sì, che è essere alternativi!!! Altrochè foto di rivolte, tweets da luoghi proibiti, o reperti storici inediti!

    A quando una foto di qualcuno che disprezzando le leggi, da vero artista, attraversa fuori dalle strisce pedonali o fa scoppiare un palloncino?

  • antonio

    Molti avranno visto il lavoro a Torino. Su quello credo onestamente non ci sia molto da dire: siamo nell’ambito della grafica. Tengo a precisare però che è solo il parere di un commentatore.
    Il punto è un altro, anzi proprio questo: capire cosa merita di essere raccontato e cosa no dipende dallo studio, dalla correttezza deontologica e dell’attendibilità del giornalista o del critico. Questo fa la credibilità di una testata e la salvezza dell’informazione e della critica.
    Non siamo più nel novecento cara Cristiana. Se un’artista che è anche assistente di galleria si spaccia per giornalista va da se che ci sono troppe sovrapposizioni. E se di segnalazione si tratta è bene che resti tale: senza firma (!) come un testo diffuso dall’ufficio stampa. La questione è molto chiara e banale: né più né meno di un conflitto di interessi. Se si trattasse di politica saremmo tutti indignati.

    • Lasciando da parte la validità della mostra e dell’artista e l’opportunità di darne notizia, argomenti sui quali ognuno ha la sua opinione, vorrei richiamare l’attenzione sull’ultima parte del post del (rigorosamente) anonimo Antonio. La prassi dei commenti anonimi ha portato a questo: se la Rossini avesse pubblicato sotto pseudonimo la presentazione (e quindi non fosse stato possibile identificarla) “nulla questio”, tutto bene, nessun “conflitto d’interessi” mentre questo prende corpo nel momento che essa firma il pezzo, consentendo ai vari antonii (tutti rigorosamente anonimi, il va sens dire) d’identificarla e rendersi conto che lei è un’artista legata alla galleria ed all’evento : morale (tutta italiota) “il conflitto d’interessi esiste e va punito se sei cosí sciocco da non occultarlo opportunamente”

      • Cristiana Curti

        Rispondo ad Antonio, perché è evidente che mi trovo dalla parte di Luciano (così come lui è dalla mia). A parte il fatto che ho sottolineato che la pratica di scrivere sui colleghi anche oggi è in voga, se pure in misura minore rispetto al passato (ed è un male, non una nostalgia d’antan), stante l’incapacità cronica – spesso dettata da meri motivi di invidia e piccineria, che anche qui miseramente emergono per una sciocchezza che diventa una montagna – di fare “gruppo” o “sistema” del mondo dell’arte italiano, e quindi non c’è nulla di anomalo (se mai, dovrebbe essere applaudito) nel segnalare la mostra di un artista che si conosce o con cui si è collaborato a una manifestazione, ma davvero Antonio crede che le notizie che Artribune riporta siano tutte provenienti dalla penna di un giornalista/pubblicista regolarmente iscritto all’albo? La Rossini si “spaccia” per giornalista? ma stiamo scherzando? per aver segnalato una mostra?
        Allora davvero non si conosce ciò di cui si va parlando.
        Fra le altre cose, non è forse qui (come anche in siti simili) che si invita CHIUNQUE (prego controllare in alto sullo schermo sotto il link CONTATTI) a segnalare una manifestazione, del tutto liberamente e senza preclusioni? Non è questo forse un sito di informazioni d’arte tout court? e se vi fosse in questo una censura, non salterebbero in aria cento soloni a contestare (e magari anche Antonio e gli altri qui anonimi sarebbero fra essi)?
        Se Antonio gradisce un vero vaglio critico può sempre dedicarsi ad altre riviste specializzate, dove la redazione – per questo composta – stabilirà cosa è meritevole di essere pubblicato e cosa no, secondo un progetto editoriale che non ha lo scopo di informare puntualmente su qualsiasi accadimento nell’ambito di arte, design, cinema, teatro, ecc..
        Il merito di Artribune, come di Exibart, consiste nell’archivio delle notizie sul mondo dell’arte, non di certo nel taglio intellettuale o culturale della testata (il che senza offendere nessuno, è piuttosto lo scopo, eccellente, di questo sito).

        Sarei invece davvero curiosa – tralasciando i livori mal riposti dei soliti ignoti – di sapere in cosa la redazione di Artrbune (e chi all’interno di essa) dovrebbe scusarsi con i lettori e perché ritiene disdicevole il comportamento della Rossini, dato che raramente la redazione compie simili passi e ancora più raramente ciò avviene laddove si dovrebbe.

        • Cristiana Curti

          Un ultimo appunto sul commento di Antonio che recita: “se si trattasse di politica saremmo tutti indignati”. Fatto salvo che bisognerebbe verificare in cosa (civilmente o penalmente) la Rossini ha “leso” qualcuno (e qui, ripeto, attendo spiegazioni dalla redazione), non siamo forse noi italiani i campioni del lancio della monetina, salvo poi ritirare la mano, appena il vento cambia – anche solo di un grado – la direzione?
          Non si è oggi tutti contro la Minetti (che dovrebbe essere stata espulsa dal Consiglio regionale di Lombardia per il solo fatto di essere inquisita, non importa per cosa – e non adesso ma molti mesi fa – come la maggior parte di suoi colleghi seduti in quell’aula, del resto) e si è già pronti a votare nuovamente colui che l’ha imposta ai cittadini con un trucco elettorale (per scopi che più personali di cosi si muore) e che è deciso a “scendere in campo” dopo un consueto maquillage? Come direbbe Totò? ma mi facci il piacere…

          • Cristiana Curti

            Non comprendo se il mio commento appena precedente a quello delle 9.52 e posteriore a quello di Luciano delle 2.29 sia stato pubblicato dato che è “in attesa di moderazione”. Conteneva opinioni più articolate di quest’ultimo e rispondeva a Antonio più diffusamente rispetto a un (altrimenti) banale appunto su una frase di colore. Sono pronta a ritrasmetterlo, nel caso.

          • Anna

            Quelli che non hanno riferimenti culturali posteriori al 1967.
            #1967isthenew2012

      • Anna

        Quelli che invece di interrogarsi sulle identità segrete dell’internet dovrebbero prima imparare la lingua straniera che usano per fare i fighi nei loro propri commenti.
        #Cela va mieux en le disant

        • …cara Anna.. naturalmente era “il va sans dire”… a te non capita mai un errore di digitazione?…a me purtroppo si, specie quando digito sulla tastiera del cellulare… mi capita anche di non accorgermene neppure rileggendo… dici che e’ molto grave? Comunque, cara Anna, la mia, certo modesta, conoscenza di qualche lingua straniera mi ha consentito, non ostante qualche errore di sintassi, grammatica ed ortografia qua e la, di girare il mondo (se non proprio tutto una buona parte) e di vivere all’estero come di fatto vivo, esprimendomi tutto il giorno e tutti i giorni in una di esse.
          A proposito d’identità segrete: guarda che a me importa poco o punto che tu (o chiunque altro) firmi col suo nome e cognome o meno: la considerazione del mio post era una considerazione sul “ragionamento” di antonio, che mi pareva, e mi pare ancora, piuttosto singolare.
          Sui commenti anonimi la mia opinione e’ che se scrivi una cosa interessante e non ti firmi, il tuo post rimane assolutamente interessante, se scrivi una fesseria e non ti firmi il tuo post rimane una fesseria (al più, se ti firmi, fai anche una brutta figura, che se non ti firmi ti risparmi, il che e’ un po’ da “furbetti”) ma se scrivi un insulto, una “reprimenda”, una “denuncia” e non ti firmi il tuo post diventa una “vigliaccata” il che’ e’ da quelli che… non hanno il coraggio delle proprie idee, …che tirano il sasso e nascondono il braccio, …che urtano l’auto vicina in parcheggio e scappano via dopo essersi accertati che nessuno all’intorno abbia visto … vuoi che continui?

          • Cristiana Curti

            Caro Luciano, sembra inutile continuare a parlare con chi fa dell’anonimato quello che tu giustamente dici intorno al danno all’auto del vicino in parcheggio con fuga inclusa. Concordo con te sulla categorizzazione dell’anonimo commentatore. Chi accusa e non si firma, è un delatore che non dovrebbe avere credito (forse Anna e irene vorrebbero tornare alle buche medievali dove ignoti “coraggiosissimi” infilavano furtivamente di notte messaggi di accusa contro il vicino di casa reo di aver rubato alle casse della città…). O irene e Anna pensano che davvero non ci si debba prendere la responsabilità di ciò che si afferma contro altri pubblicamente?

            Sai bene che è un argomento che mi appassiona e che mi fa credere che internet (aldilà delle date di nascita che non sono di per sé una certificazione di bontà) sia portatore – non sempre, ma a volte – di false libertà e talvolta sia viatico anche di soprusi.

            Io sono sempre qui che attendo una spiegazione da una Redazione che si scusa per non so che e una delucidazione da un’irene che afferma accorata:

            “Purtroppo sono tutte cose vere, e non sono la sola a saperlo…talmente gravi che é doveroso discuterne pubblicamente.”

            Visto che sono “cose talmente gravi” e da tutti risapute, ci illumini in proposito, magari con un elenco dei capi d’accusa motivati legalmente.

            Ma a quanto pare, tutto tace, quando si arriva al dunque. E per la Redazione, il tacere, è piuttosto grave.
            Quindi, caro Luciano, sembra proprio una delle solite schiamazzate nell’aia dei perditempo.

  • Angelov

    Ma non è che tutto questo vespaio, tanto furore per nulla, in realtà nasconde lo scandalo provocato da una presa di posizione così radicale e frontale di un artista, e da coloro che lo hanno in qualche modo sponsorizzato, verso uno dei Molok della realtà contemporanea, come lo sono appunto certi grattacieli?
    Il dito che indica la luna, è solo un mezzo.
    Speriamo che la passione sincera espressa in questi commenti, non cada nel nulla o sia dimenticata troppo facilmente.

    • Cristiana Curti

      Sarebbe bello fosse così, caro Angelov, ma a me pare invece che, a parte Valeria, le vespe siano più interessate a ciò che fa, dice, scrive, produce e persino “vince” Claudia Rossini invece che ai contenuti della manifestazione o all’artista presentato. Il tutto senza la minima cognizione di legalità rispetto alla diffusione di una notizia su internet o sui ruoli, doveri e diritti di chi la diffonde firmandosi (nonché sulle responsabilità di chi accusa anonimamente).
      La cosa non è rara su Artribune (o in posti del genere).
      E’ quello che ci meritiamo e che siamo, evidentemente. Vespette che si agitano in un’arnia, senza produrre miele e che cercano di far andare a male quello degli altri per invidia o opportunismo. In politica, nell’università, in fabbrica, persino sul web.

      • Angelov

        Mi ricordi un certo Lessing, che dopo un viaggio in Italia, nel settecento se non ricordo male, paragonò gli Italiani proprio a delle vespe; addirittura affermando che ci sentivamo gli eredi, ma senza titolo, delle grandezze dei nostri antenati.
        E’ difficile anche per me, non condividere.
        Comunque questa mostra in qualche modo da spazio al Trend dell’Occupy, che era rimasto finora escluso dagli spazi delle gallerie o spazi pubblici.
        Ma forse mi sbaglio.

  • valentina

    ma, a parte tutte queste chiacchiere superflue, qualcuno vuole per favore spiegarmi perchè queste “opere” devono essere esposte? cosa c’è di interessante???? di bello forse??? insomma l’arte è davvero alla frutta? o sono alla frutta solo i galleristi, i giornalisti e i curatori, convinti che il carrozzone è ancora in piedi? volete smetterla con questo nepotismo, con questo sistema clientelare che ha fatto crollare l’economia? volete svegliarvi?

    • Angelov

      se proprio sente una tale repulsione per queste opere, allora Le consiglio di usare contro di loro l’arma più devastante a sua disposizione, che nell’ambito delle cose culturali è l’INDIFFERENZA.

      • valentina

        non uso armi… e non sento alcuna repulsione, ho semplicemente posto delle domande perchè gradirei una risposta che mi illumini. ma già so che non arriverà.
        e allora saprò di essere già illuminata

        • Angelov

          Veramente la mostra è articolata intorno ad una critica mossa contro certa architettura invadente ed invasiva, nel capoluogo lombardo.
          Per chi condivide questo modo di vedere le cose, niente di male.
          Per chi è di parere contrario, cioè pensa che questo tipo di architettura vada benissimo, allora giustamente può criticare il punto di vista, ma non il fatto che la mostra sia stata recensita o addirittura organizzata.
          Sarebbe come invocare una censura.

          • valentina

            angelov, ti sembra di avermi risposto?

  • Angelov

    Cara Valentina, a questo punto non posso che consigliarti la Sfera di Cristallo.
    Con la consulenza di un addetto alle sue modalità, forse potrai avere quelle risposte che cerchi con così lodevole perspicacia e determinazione.
    Il mio cammino si ferma qui: da ora in poi dovrai continuare da sola, il che non vuol dire in solitudine, ma forse fiancheggiata da altri, che come te cercano una verità così recondita e di non facile accesso.
    L’augurio è che che tu possa arrivare all’agognato traguardo, e fare anche noi partecipi delle così raggiunte spiegazioni e risoluzioni dell’intricato problema.
    Da me un sentito augurio, e a presto.