Fluxus: quando l’ironia è rivoluzionaria

Il caos organizzato di Fluxus scuote la tranquilla Chiasso. Una mostra fittissima al Museo M.A.X. racconta lo spirito anarchico e ironico del movimento. Un approfondimento mirato su Joseph Beuys è allestito nell’adiacente Spazio Officina. Fino al 22 luglio.

George Brecht - Ball puzzle - 1964 - collection Bonotto Archive

Il 2012 segna il cinquantenario della nascita di Fluxus, movimento rivoluzionario più citato che visto (e studiato). Il M.a.x. di Chiasso, vivacissimo museo incastonato in una più che tranquilla cittadina di frontiera, celebra l’anniversario con una mostra, aperta fino al 22 luglio, che rende alla perfezione lo spirito del gruppo. L’allestimento fittissimo è animato infatti dallo stesso anarchico caos organizzato che contraddistingueva il movimento.
Si parte dai due grandi ispiratori del gruppo, Cage e Duchamp, e dalle invenzioni grafiche di uno dei membri fondamentali, George Maciunas. E si viene poi letteralmente circondati da opere di grande livello di Patterson, Brecht, Filliou, Chiari, Paik, Ben, Spoerri, Vostell, Roth, Yoko Ono e molti altri.

Ben Vautier - Pour le plaisir de toucher - 1990 - collection Bonotto Archive

La visita è fortemente consigliata al pubblico e soprattutto ai giovani artisti. Istruzioni: inspirare a pieni polmoni l’aria di ribellione, anarchia, sapiente inventiva, humour impagabile, contestazione dei canoni dell’opera d’arte e della struttura mercantile del sistema.
Nell’adiacente Spazio Officina è allestita fino al 15 luglio un’altra mostra, che raccoglie manifesti d’artista, multipli e video di Joseph Beuys. Un insieme di opere fondamentali per capire il progetto di rifondazione totale del mondo portato avanti dal grande artista tedesco.

Stefano Castelli

Chiasso // fino al 22 luglio 2012
Fluxus – Una rivoluzione creativa 1962-2012
a cura di Antonio d’Avossa e Nicoletta Ossanna Cavadini
Catalogo Skira
M.A.X MUSEO
Via Dante Alighieri 6
+41(0) 91 6825656
[email protected]
www.maxmuseo.ch

Chiasso // fino al 15 luglio 2012
Joseph Beuys: ogni uomo è un artista – Manifesti, multipli e video
a cura di Antonio d’Avossa e Nicoletta Ossanna Cavadini
Catalogo Silvana Editoriale
SPAZIO OFFICINA
Via Dante Alighieri 4
+41 (0)91 6825656
[email protected]
www.maxmuseo.ch

CONDIVIDI
Stefano Castelli
Stefano Castelli (Milano, 1979) è giornalista, critico d'arte e curatore. Si è laureato in Scienze Politiche all'Università degli studi di Milano con una tesi di filosofia politica su Andy Warhol come critico sociale. Ha vinto nel 2007 il concorso per giovani critici indetto dal Castello di Rivoli con un saggio su "Scatologicità e Pop Art in Bruce Nauman". Come giornalista scrive per Artribune, dal 2011, e Arte Mondadori, dal 2007. Come curatore è impegnato nella scoperta di giovani artisti e ha curato una trentina di mostre tra gallerie e musei. Come critico ha scritto tra l'altro per la mostra Big Bang, Museo Bilotti, Roma, 2008. Il suo taglio critico è orientato a una lettura politico-sociale dell'arte e a una lettura dell'estetica come fenomeno non disgiungibile dall'etica.