Warhol, uno che ha i titoli!

In una mostra di portata (e livello) internazionale, vengono raccolti oltre ottanta lavori “giornalistici”, per molti versi fondativi, dell’opera di Warhol. Compresa la celeberrima prima pagina de “Il Mattino” dopo il terremoto a Napoli. Alla GNAM di Roma, una mostra da vedere, fino al 9 settembre.

Andy Warhol e Keith Haring - Untitled (Madonna, I'm Not Ashamed) - 1985 - Collection Keith Haring Foundation, New York

Quando si parla di Andy Warhol (Pittsburgh, 1928 – New York, 1987) è ormai un luogo comune richiamare una sua dichiarazione, tratta da un’intervista del 1967, per sottolineare la deliberata superficialità dell’arte pop: “Non c’è nulla dietro queste immagini”. La mostra alla GNAM, proveniente dalla National Gallery di Washington, sembra invece essere riuscita a svelare definitivamente proprio quel che sta dietro, e alle origini, dell’intera fabbrica immaginale warholiana: la grafica e i contenuti della stampa di consumo.
Lungo un allestimento riuscito anche in termini scenografici, si scoprono 80 lavori incentrati sulla rielaborazione di prime pagine e titoli di tabloid, realizzati da Warhol sin dai primi Anni Cinquanta, quando ancora si occupava a tempo pieno di pubblicità e la carriera artistica era una mira lontana. Nel seguirli si assiste al progressivo definirsi di un’estetica genuinamente popolare perché fatta della stessa materia dei rotocalchi. Parlare di détournement dei contenuti originali a fini di critica sociale, come pure provano a fare alcuni dotti commenti in catalogo, appare fuori luogo: se una grandezza a Warhol è da riconoscersi, infatti, va ritrovata nel suo sovrano disinteresse per strategie intellettualistiche, mantenendo un richiamo immediato al divertimento proprio del più vieto sensazionalismo. Quando, insomma, l’artista americano riproduce con varie tecniche (dalla pittura alla prediletta serigrafia) notizie e immagini di vari disastri, non lo fa certo per indurre a contrite riflessioni sui destini umani, ma perché, come ben sanno i Daily News o le Cronaca Vera di turno, le disgrazie vendono.

Andy Warhol - Fate Presto - 1981 - Palazzo Reale di Caserta - Collezione Terrae Motus

Esemplare in tal senso è il grande trittico riproducente la prima pagina de Il Mattino dedicata al terremoto di Napoli del 1980: dinanzi ad esso, dopo aver studiato l’intera mostra, ci si convince che se il geniale gallerista Lucio Amelio avesse chiesto a Warhol di riprodurre un’altra pagina dello stesso quotidiano, magari dallo sport, per Warhol (e per l’arte) non sarebbe cambiato assolutamente nulla – salvo l’effetto.
A proposito di effetto, senz’altro riuscita è l’idea della curatrice di chiudere il percorso con la riproduzione della copertina di un giornale dedicato alla morte improvvisa dell’artista, mimetizzata nell’insieme espositivo. Resta poi, all’uscita, il dubbio su come Warhol avrebbe saputo impiegare un mezzo di comunicazione liquido come Internet, senz’altro congeniale alle sue arti grafiche: ma la scomparsa dell’artista, appunto, ha lasciato irrisolto questo possibile e ulteriore gioco popolare.

Luca Arnaudo

Roma // fino al 9 settembre 2012
Andy Warhol – Headlines
a cura di Molly Donovan
GNAM – GALLERIA NAZIONALE D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
Viale delle Belle Arti 131
06 322981
www.gnam.beniculturali.it

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Luca Arnaudo
Luca Arnaudo è nato a Cuneo nel 1974, vive a Roma. Ha curato mostre presso istituzioni pubbliche e gallerie private, in Italia e all'estero; da critico d'arte è molto fedele ad Artribune, da scrittore frequenta forme risolutamente poco commerciali, come raccolte di racconti, poesie, prosimetri, ma più di recente si diverte soprattutto con storie illustrate per bambini. In una vita perpendicolare è anche giurista e docente universitario, esperto di cose che qui non interessano.