Reinventare il “medium”: James Coleman al Reina Sofia

L’altra faccia della medaglia della corsa al tecnologico, all’ultimo ritrovato tecnico, è una sperimentazione tutt’altro che lineare delle tecnologie di ieri e di quelle di oggi. Ci si cimenta James Coleman a Madrid, fino al 27 agosto.

James Coleman - Retake with Evidence - 2007 - courtesy Simon Lee Gallery, Micheline Szwaycer Gallery

Al direttore del Reina Sofia di Madrid, Manuel Borja-Villel, va il merito di aver organizzato la più grande retrospettiva mai dedicata prima a James Coleman (Ballaghaderreen, 1941), artista fondamentale per comprendere la scena contemporanea dell’arte che si relaziona con i nuovi e vecchi media.
Nell’ampio spazio dell’edificio Sabatini del museo, diciassette opere e diversi documenti provenienti dall’archivio personale dell’artista ripercorrono in ordine non cronologico le tappe più salienti della pratica artistica di Coleman. A cinque anni da Documenta12, la mostra ripropone per la prima volta Retake with Evidence, l’opera presentata a Kassel nel 2007, dove la voce di Harvey Keitel rompe il silenzio delle antiche rovine greche sullo sfondo e inizia un lungo monologo sul senso della giustizia e della colpa, sul buongoverno e sulla troppo privilegiata prospettiva della cultura di matrice occidentale.

James Coleman - Charon - 1989

Matrice comune a video e installazioni è una straordinaria capacità di rompere con qualunque concetto di continuità spaziale dell’opera. Il suono, l’immagine e il dispositivo si fondono privi di spinte emotive interne, sicché lo spettatore può liberarsi e concedersi a opere aperte, tutti meccanismi che alludono alla creazione della propria esperienza personale. Nell’elaborazione di nuovi linguaggi e di nuove esperienze trasversali alle tecnologie audiovisuali, Coleman passa per temi universali ma allo stesso tempo soggettivi, come la memoria, il tempo e la degradazione umana.
Non vi è dubbio che quando la materia dell’immagine alterna il reale al fittizio, e quella dello spazio il suono al silenzio, si creino sensazioni di confusione o sospensione, così come non vi è dubbio che tutto questo faccia parte delle esperienze sensoriali che Coleman ha voluto regalare al pubblico.

Enrichetta Cardinale Ciccotti

Madrid // fino al 27 agosto 2012
James Coleman
a cura di Manuel Borja-Villel
MUSEO DE ARTE NACIONAL REINA SOFIA
C/ Santa Isabel 52
+34 (0)91 7741000
[email protected]
www.museoreinasofia.es

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Enrichetta Cardinale Ciccotti
Enrichetta Cardinale Ciccotti (Napoli 1986, vive a Barcellona). Storica dell’arte, generazione erasmus. Per evitare la tanta agoniata sindrome post-erasmus ha fatto una serie di giri, ma dall'estero non è più tornata. Dopo le ricerche per tesi a Monaco di Baviera si è trasferita a Barcellona per studiare exhibition design. In Spagna ha collaborato per la galleria masART, la fiera d’arte contemporanea SWAB e l’Istituto di Cultura Italiana. Si occupa di stampa internazionale, contenuti web e social media per eventi culturali e portali. Collabora per il Sónar Advanced Music and New Media Art Festival. Scrive per Artribune dal 2012.