Quando il fotografo è in scena

Paolo Ventura sperimenta i confini tra verità e finzione, naturale e artificiale. Costruendo atmosfere oniriche in cui lui stesso è protagonista. Come una presenza magrittiana. A Milano, presso Forma Galleria, fino all’8 luglio.

Paolo Ventura - Behind the Walls

In una città malinconica, nebbiosa, autunnale, antica, figure in abito scuro si muovono immobili su pavimenti lucidi, bagnati, con foglie sparse a terra. Le fotografie non fermano l’azione ma si limitano a riconoscere l’istante di fissità. I passaggi, le attività del lavoro, il vento, i gesti, sembrano comporsi di fotogrammi già all’origine, come in un sogno nato dalla memoria profonda, un’immagine che mescola esperienze dirette e visioni cinematografiche.
In questo mondo scenografico, popolato da figure senza storia, indefinite, eterne nella loro staticità, Paolo Ventura (Milano, 1968) è presenza riconoscibile. Immerso in un teatro di spazi sospesi, astratti, immateriali.  In mostra una serie di grandi fotografie che conservano lo stile dei lavori precedenti e nello stesso tempo segnano un ulteriore passaggio nella ricerca di questo fotografo di straordinaria originalità. Un artista che usa la finzione per raccontare verità segrete, misteriose, sotterranee.

Valeria Ottolenghi

Milano // fino all’8 luglio 2012
Paolo Ventura – Behind the Walls
FORMA GALLERIA
Piazza Tito Lucrezio Caro 1
02 58118067
[email protected]
www.formagalleria.com

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Valeria Ottolenghi
Studiosa e critico teatrale (numerose le pubblicazioni, saggi e articoli di riviste, regolari alcune collaborazioni), è membro del Direttivo ANCT, Associazione Nazionale dei Critici di Teatro, Responsabile delle Relazioni Esterne. Iscritta all’Ordine dei Giornalisti, ha lavorato per la scuola e l’Università, docente SSIS, insegnante per diversi anni di Pedagogia e Psicologia presso la Facoltà di Medicina di Parma, responsabile di corsi di critica teatrale per Associazioni (es: la Corte Ospitale), Fondazioni (es: Venezia) e Università (es: Parma). E‘ membro di importanti giurie nazionali per il teatro (Ubu, Anct, Premio Garrone, Casa Cervi, Ermo Colle...). Appassionata d’arte (fotografia in particolare) e letteratura, riesce a cogliere le connessioni, spesso nascoste, segrete, tra i linguaggi della contemporaneità. Critico teatrale della Gazzetta di Parma, scrive volentieri anche per “Il grande Fiume”, “I teatri delle diversità” (riviste ancora in cartaceo!) e naturalmente, rivista web, per Artribune.