Novelli, antropologo del segno

In occasione della presentazione del Catalogo Generale di Gastone Novelli, la mostra allestita al Museo del Novecento restituisce in modo identificativo l’importanza del binomio immagine-segno nella ricerca dell’artista. Tra pittura, poesia, ma anche cultura di massa e politica. A Milano, fino al 17 giugno.

Gastone Novelli - Sovraccoperta de I viaggi di Brek Edizioni Alfieri, Venezia 1967 - Archivio Novelli

Se non fosse prematuramente scomparso, Gastone Novelli (Vienna, 1925 – Milano, 1968) avrebbe di certo proseguito e arricchito la sua ricerca sull’intimo rapporto tra immagine e scrittura. Una “poetica del segno” che l’artista, a partire dalla fine degli Anni Cinquanta, stava prefigurando in una sempre più accentuata e personale indagine.
La mostra, allestita negli spazi degli Archivi del Novecento, si presenta come una completa rassegna sui libri di Novelli, prodotti da lui a livello editoriale o illustrati con opere di grafica e disegni, in collaborazione con scrittori e poeti. Una produzione eclettica che, per ogni creazione, attiva differenti livelli di interpretazione, tono e registro.
Il segno – che si sviluppi nel disegno o nella scrittura – diventa latore di un significato preciso, concepito per un testo, un’immagine, un’ideologia. Le illustrazioni che accompagnano gli scritti di Dacia Maraini, Emilio Villa, Guido Ballo, Samuel Beckett, Augusto Frassineti, Giorgio Manganelli (per citarne alcuni) non si riducono a semplice sottofondo della scrittura, ma ne diventano il completamento ideale, che riesce a donare alle parole una forma piena, aderente al contenuto.

Il disegno della scrittura. I libri di Gastone Novelli - veduta della mostra presso il Museo del 900, Milano 2012

Composizioni litografiche incidono con esattezza i versi di poesie e altri componimenti; disegni e collage tratteggiano con ironia e sagacia storie bizzarre (come nel caso dell’Hilarotragoedia di Manganelli). Una fusione d’intenti, in cui intuizioni colte da due o più menti instaurano una singolare multivocità intellettuale.
Ma Novelli è anche autore a tutti gli effetti e, nei suoi scritti, la parte illustrativa supporta visivamente il pensiero, diventando diretta emanazione delle sue intenzioni. Qui si possono notare tratti specifici della personalità dell’artista: curiosa e aperta a nuove sollecitazioni, audace e accorata laddove si accende il fervore dell’impegno politico.
In mostra, di particolare interesse risulta essere Viaggio in Grecia, una sorta di diario che raccoglie riflessioni e rielaborazioni di simboli e miti della civiltà ellenica, culla della cultura occidentale. Un racconto che si snoda con andamento incalzante, come se l’autore volesse ricostruire un metaforico ritorno alle origini dell’espressione linguistica, così cara alla sua ricerca.

Gastone Novelli - L’armoire normande - 1962 - foglio n. 7 del libro unico per l'illustrazione di Histoire de l’oeil di Georges Bataille - Milano, collezione Giorgio Cappricci

Tuttavia, la frammentazione del linguaggio non avviene con la funzione di produrre una nuova Babele, ma per creare un alfabeto che possa liberamente esprimere e riformulare i contenuti.
Tra passato e presente, la mostra restituisce un Novelli che, attraverso la sua ricerca segnica, riesce a cogliere, nelle sfumature del tempo che ha vissuto, manifestazioni espressive ancora attuali.

Serena Vanzaghi

Milano // fino al 17 giugno 2012
Il disegno della scrittura. I libri di Gastone Novelli
a cura di Marco Rinaldi
MUSEO DEL NOVECENTO
Via Marconi 1
02 88444061
[email protected]
www.museodelnovecento.org