Long Play: non conta il risultato

Il Premio Nazionale Arti Visive Città di Gallarate espone le opere selezionate per la XXIV edizione in una mostra dal titolo “Long Play”. Un progetto che si propone di premiare il processo più della singola opera. Processo che però non sempre si vede. Sei artisti al MAGA, fino all’8 luglio.

Luigi Presicce - Il grande Architetto - 2011 - San Cesario di Lecce, Otranto, Lecce, Villa Convento - photo e video Francesco G. Raganato - courtesy l'artista e Marsèlleria, Milano

È anacronistico il titolo della mostra al MAGA: Long Play. Fa riferimento alla realtà analogica, agli strumenti di registrazione che permettono una dilatazione del tempo e una contrazione dei fotogrammi. Questo è il tema della XXIV edizione del Premio Nazionale Arti Visive Città di Gallarate, che ha condizionato la scelta dei partecipanti, tutti under 35, e la selezione dei sei lavori in mostra. Long Play privilegia, dunque, oltre alla forma del video come risultato, il processo creativo, più che l’opera in sé. La giuria ha deciso di premiare non tanto il lavoro che il visitatore può vedere in mostra, quanto le ricerche che lo hanno prodotto, di cui, però, l’esposizione non dà traccia, generando qualche perplessità. Le sculture di Alis/Filliol, composizioni di forme ottenute attraverso la sostituzione dei materiali tradizionalmente usati per la fusione in bronzo, costituiscono, infatti, l’unico lavoro che ha nell’oggetto in mostra la propria compiutezza.

Diego Marcon - 1_SPOOL / Tape 01 . Lia - 2007 - Archivio video Luciano Cecchin - courtesy l’artista

Predominano, come si è anticipato, i video: Luigi Presicce crea delle sequenze che sembrano a prima vista frame da video, in cui i movimenti sono estremamente controllati, rallentati, i colori nitidi e forme geometriche e simboli massonici si confondono nel paesaggio; Riccardo Arena si avvicina al linguaggio cinematografico creando lungometraggi, narrazioni tratte da riferimenti e suggestioni provenienti dalla cronaca, dalla scienza, dall’esperienza personale; per Diego Marcon, invece, il video è il filmino di famiglia caratterizzato dall’assenza di azioni, la memoria personale conservata attraverso le cassette e riproposta a estranei. Anche per Mariagiovanna Nuzzi la settima arte rappresenta un punto di partenza: Al-rumûl: forms-of-life and dwelling scompone parola e immagine, testo scritto e fotografia che serviranno a comporre una sequenza filmica.

Raphaël Cuomo e Maria Iorio - Twisted Realism - 2010-12

Il progetto di Raphaël Cuomo e Maria Iorio è l’unico ideato e concepito per il Premio: si tratta di un work in progress, basato sulla riproposizione di documenti e opere della mostra del 1950, prima edizione. Tra un video e l’altro, i due artisti svizzeri ci permettono di ammirare dipinti di Consadori, Radice, Valenti.
Allontanandosi, accompagnati dalla colonna sonora del video di Luigi Presicce, ci si domanda se, tra quasi sessant’anni, qualcuno penserà di riproporre questa edizione del Premio.

Marta Cereda

Gallarate // fino all’8 luglio 2012
Long Play – XXIV Premio Nazionale Arti Visive Città di Gallarate
MAGA – MUSEO ARTE GALLARATE
Via De Magri 1
0331 706011
[email protected]
[email protected]
www.premiogallarate.it
www.museomaga.it

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Marta Cereda
Marta Cereda (Busto Arsizio, 1986) è critica d’arte e curatrice. Dopo aver approfondito la gestione reticolare internazionale di musei regionali tra Stati Uniti e Francia, ha collaborato con musei, case d’asta e associazioni culturali milanesi. Dal 2011 scrive per Artribune.