Licini, l’europeo

Due note su uno dei più importanti maestri della pittura del novecento, in mostra fino al 30 giugno a Lucca alla Galleria Claudio Poleschi. Piccole e preziose, grandi e avvolgenti, le tele dell’artista marchigiano parlano di notti liquide, di sogni, di voli pindarici e d’Europa.

Osvaldo Licini - Galleria Claudio Poleschi, Lucca 2012

Come raccontare Osvaldo Licini (Monte Vidon Corrado, 1894-1958) in poche battute, condensando in qualche frase la sua anima mediterranea e quel respiro europeo, tutto parigino, che gli tornava di buon auspicio in pittura grazie alle vicende personali e di famiglia? Sarà meglio lasciarsi trasportarsi dall’ombrosa leggerezza delle sue Amalassunte, che dalla seconda metà degli Anni Quaranta danno volto alla Luna, o dai suoi Olandesi Volanti, coevi e ammantati di solitudini, fino ai rebus che appartengono a molte delle sue opere, dove l’artista manda messaggi cifrati che lo spettatore deve saper ricomporre, mettendo in fila le lettere sparse qua e là. Magari a Lucca, dove la Galleria Claudio Poleschi gli ha dedicato una significativa personale, che non solo ricorda l’artista, ma anche chi lo ha molto amato, come Ugo Meneghini e Oriano Barsotti, e che presenta in catalogo una particolarità: un grande maestro raccontato dagli artisti, da Gian Marco Montesano a Claudio Olivieri.

Santa Nastro

Lucca // fino al 30 giugno 2012
Osvaldo Licini
GALLERIA CLAUDIO POLESCHI
Via Santa Giustina 21
0583 469490
[email protected]
www.claudiopoleschi.com

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.
  • Francesco Colocci

    Un artista difficile, enigmatico che sfugge alle ricostruzioni troppo fantasiose dei critici che vogliono sollevare polveroni ma che non aiutano il comune osservatore a percepire l’intimità spirituale della poesia liciniana che avvinerei , con cautela, a quella leopardiana. Sempre nelle remote Marche sotto lo stesso cielo, nello stesso incomparabile e struggente ambiente collinare dove le architetture erette dialogano compostamente con quelle naturali.

  • harlequin

    Un De Dominicis prima di De Dominicis. Un grande!