Alberto Di Fabio e il tempo della pittura

Un grande trittico composto da sessanta carte intelate. È l’opera che Alberto Di Fabio ha installato alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, che riconferma la sua nuova vocazione al contemporaneo. In mostra fino al 22 luglio.

Alberto di Fabio - Realtà parallele - veduta dell'allestimento presso la GNAM, Roma 2012

Summa del percorso artistico di Alberto Di Fabio (Avezzano, 1966; vive a Roma), situato nel lungo corridoio alle spalle della sala centrale e visibile già dall’ingresso della galleria, questo monumentale “trittico” è composto da sessanta carte cinesi intelate sovrapposte, datate tra il 1997 e il 2001 e sospese davanti ai finestroni ad arcata.
Maria Vittoria Marini Clarelli, direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, che per la prima volta ospita un intervento visivo unitario ad opera di un artista contemporaneo, paragona i “moduli” di Di Fabio a un’iconostasi, accentuando l’aspetto sacrale della pittura, pratica che l’artista stesso ha più volte definito come un’ossessione, la ricerca continua di “un’armonia totale tra perfezione e caos, sogno e realtà”. Si può scegliere allora da che parte cominciare ad immergersi nell’universo iconografico e iconologico creato dall’artista, teso alla ricreazione ideale di una porzione di cosmo.

Alberto di Fabio - Realtà parallele - veduta dell'allestimento presso la GNAM, Roma 2012

Forme di ascendenza organica o neuronale, sinapsi che si elettrizzano a vicenda, vortici, esagrammi che riproducono poesie taoiste simili agli schemi della fisica quantistica. Sono questi e molti altri i motivi che si susseguono davanti agli occhi dello spettatore, che è spinto a trovare un proprio personale percorso visivo nei meandri colorati delle composizioni.
Stimolanti lo sono di certo; tuttavia, come sottolinea Pierpaolo Pancotto, uno dei curatori, il fatto di aver scelto la pittura come medium esclusivo di espressione – soprattutto nei primi anni Novanta, in un’Italia dominata da due “giganti” come l’Arte Povera e la Transavanguardia – e di aver creato un repertorio di motivi che non si identificava in nessuna delle correnti dominanti, ha fatto sì che il suo lavoro abbia conosciuto una ricezione e una fortuna critica molto varia e discontinua (questa è la sua prima esposizione presso una sede istituzionale).

Si tratta allora di un ideale “punto e capo” nel lavoro dell’artista abruzzese? La sensazione è che l’arte di Di Fabio in realtà non conosca il tempo, almeno non quello di noi comuni mortali, persi dietro alle preoccupazioni giornaliere, ma siano piuttosto parte di un eterno fluire. Nelle parole dell’artista: “dipingo prevalentemente sulla carta, perché lo scorrere del pennello mi dà un grande senso di libertà e poi questo colore che si stratifica sulla carta e la muove mi dà l’impressione di un tempo sedimentato”. L’auspicio di Angelandreina Rorro, co-curatrice della mostra, è che proprio l’arte possa aiutare l’uomo a ritrovare il proprio tempo biologico, ormai quotidianamente accelerato.

Chiara Ciolfi

Roma // fino al 22 luglio 2012
Alberto di Fabio – Realtà parallele
a cura di Pierpaolo Pancotto e Angelandreina Rorro
Catalogo Gli Ori
GALLERIA NAZIONALE D’ARTE MODERNA
Viale delle Belle Arti 131
06 32298221
[email protected]
www.gnam.beniculturali.it

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Chiara Ciolfi
Chiara Ciolfi (Roma, 1987) è laureanda in Storia dell’Arte presso l’Università di Roma La Sapienza. Si interessa di arte contemporanea in tutte le sue forme, con un accento particolare sull’editoria e le riviste di settore. Ha collaborato con Exibart dal 2008 al 2011 fino all’avvento dell’ “era Artribune”. Attualmente sta costruendo il suo percorso tra stage e collaborazioni con fondazioni orientate alla ricerca (Nomas Foundation) e gallerie collaudate (Gagosian Gallery), con il sogno di farne un lavoro vero.
  • MAMMA MIA …..

  • Alt

    una tragedia!

  • Alt

    esclamazione uscita spontaneamente alla vista dei quadretti a effetti speciali e dell’inutile allestimento

  • Alt

    Vorresti dire che dal vero il tutto sia una cosa splendida?…
    Il mio è un semplice commento alle immagini di questa pagina, ma conoscendo e non apprezzando il lavoro di Di Fabio sono certo che anche in loco non cambierei opinione.

    • Io non voglio dire proprio nulla, semplicemente chiedo. Quindi la tua è una critica al fotografo di Artribune ed a Di Fabio a prescindere… interessante. Lo sarebbe ancor di piú se, cortesemente, ci spiegassi perchè “non apprezzi” il lavoro di Di Fabio, quello potrebbe davvero essere un commento che varrebbe la pena leggere.

  • Alt

    Il fotografo non c’entra niente e la mia non è una critica a prescindere.
    Sempre molto semplicemente non mi piace Di Fabio e ancor meno l’allestimento sui finestroni e poi ho già espresso in sintesi cosa mi dicono i suoi quadri. Ancora più semplicemente credo sia noioso dilungarsi in altri commenti visto che pare abbiamo pareri e “gusti” diametralmente opposti.

    • Non ho espresso alcun giudizio sul lavoro di Di Fabio, in effetti quasi non lo conosco, non posso quindi dire se abbiamo “gusti diametralmente opposti” o meno e, comunque, questo poco importerebbe. Quel che vedo dalle poche foto non mi dice abbastanza, mi sarebbe interessato leggere un commento critico un po’ articolato di uno che sembra invece saperne molto di piú… tutto qui, comunque, sei liberissimo di glissare se preferisci.

  • Volete un giudizio critico ?
    Di Fabio fa della ottima carta da parati.

    • pessima carta da parati…

  • mah

    dal vivo è peggio

  • Credo che questa esposizione e le opere non ci sia una ricerca pittorica come dovrebbe ma la mia sensazione è quella di presentare opere che hanno una ricerca stilistica. ma di genialità,arte ecc non ha assolutamente niente al riguardo.Consiglio : cercate di promuovere ciò che veramente è arte.
    invio un link forse riuscirete a comprendere quello che intendo
    http://www.meneghettirenato.com/
    questo per me è un artista che merita. può non piacere ma è un artista “VERO”

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