L’Emilia in versione fotografia

Una sfida impossibile: fotografare la vita comune, oggi. Qualcosa di sfuggente, mutevole, magmatico, un quotidiano test ermeneutico. Ci prova a Reggio Emilia la settima edizione di “Fotografia Europea”, seguendo le tracce di un certo Henri Cartier-Bresson.

Henri Cartier-Bresson - In treno - Romania, 1975 - © Henri Cartier-Bresson-Magnum Photos-Contrasto

Se c’è un concetto oggi più che mai indefinito, e soggetto a inarrestabile metamorfosi, è quello di comunità. Mutamenti geo-politici, spostamenti – anche fisici – di intere popolazioni, rivolte che dalla sera alla mattina cambiano il volto di intere aree (leggi Primavera araba), una crisi che prima di essere economica è crisi di identità, di valori, di prospettive: sono tutti fattori che lo sottopongono a quotidiana ridefinizione. Una situazione che mette continuamente davanti a temperie nuove, a ricombinazioni a volte virtuose, altre problematiche o anche drammatiche: comunque interessanti da indagare, anche dalla sfera creativa. E il mezzo che si dimostra più adeguato, per la sua stessa natura di istantaneità, è la fotografia. Queste tematiche sceglie di mettere al centro – fin dal titolo: Vita comune, immagini per la cittadinanza – la settima edizione di Fotografia Europea, la grande rassegna che per due mesi terrà banco in diverse location di Reggio Emilia. “Comunità, partecipazione, città, luoghi reali e spazi simbolici, scontro fra individuo e collettività, condivisione o esclusione di diritti civili e politici e nuove possibili forme di partecipazione democratica”: questi alcuni degli elementi che cercheranno di restituire la complessità dell’argomento.

Michi Suzuki - Sasha - Milano, 2009 - dalla serie Italians

Evento faro è destinato ad essere l’omaggio al grande Henri Cartier-Bresson, con la mostra Des Européens, una straordinaria raccolta di scatti sull’Europa dal 1929 al 1991 curata da Contrasto, Magnum Photos e Fondation Henri Cartier-Bresson. “Una carrellata di sguardi sull’Europa del XX secolo, catturati nel corso di numerosi viaggi, dall’artista unanimemente considerato tra i padri del fotogiornalismo”. Attorno, un rutilante programma che renderà Reggio Emilia un’immensa e ramificata galleria fotografica, con qualcosa come 400 fotografi coinvolti, 150 mostre nel circuito Off, 70 mostre collegate, 100 portfolio on line, il tutto dislocato in circa 250 sedi espositive, dai Chiostri di San Pietro e San Domenico alla Galleria Parmeggiani, da Palazzo Casotti ai Musei Civici, dallo Spazio Guerra alla Sinagoga. E con un’offerta espositiva arricchita da un elaborato carnet di conferenze, incontri, workshop, proiezioni, installazioni video e spettacoli.

Henri Cartier-Bresson - La pausa, cantiere navale - Brema, R.F.T. 1962 - © Henri Cartier-Bresson-Magnum Photos-Contrasto

La vita comune, si diceva, tema portante raccontato attraverso quattro prospettive diverse, quattro percorsi, quattro interpretazioni, quattro suggestioni. Il suo incessante cambiamento, messo al centro – fra l’altro – nelle mostre di Costas Ordolis, Igor Mukhin, Michi Suzuki, oltre al main event di Cartier-Bresson; le mappe dei luoghi comuni della convivenza, dalle metropoli di Peter Bialobrzeski alle spiagge di Massimo Vitali, dall’Italia del Dopoguerra di Federico Patellani ai contrasti di Don McCullin, fino al simbolo Istanbul di Paola De Pietri; le istanze di partecipazione, a vario titolo indagate da Pierre Bourdieu, dal gruppo Irwin, da Luigi Ghirri; le sfide alle convenzioni e la celebrazione delle differenze,  con opere di artisti che hanno raccontato il lato proibito delle grandi città europee del Ventesimo secolo come Ed van der Elsken, Christer Strömholm, Anders Petersen, Lisetta Carmi, Philip Townsend.

Peter Bialobrzeski - Shanghai - 2010 - dalla serie The Raw and the Cooked

Programma mastodontico, che in questa sede possiamo ovviamente soltanto tratteggiare, rimandando al link sottostante per un’analisi più dettagliata. Programma strutturato quindi con l’apporto di numerosi curatori: oltre alle consolidate partecipazioni di Elio Grazioli, Laura Serani, Walter Guadagnini, Sandro Parmiggiani, quest’anno alla compagine si aggiungono collaboratori come Julia Draganović, Claudia Löffelholz, Kitti Bolognesi e Giovanna Calvenzi, Aurélien Arbet e Jérémie Egry, Daniele De Luigi, Christine Frisinghelli e Franz Schultheis, Robert Pledge, Andrea Rapini, Federica Bianconi e Chiara Canali, Laura Gasparini.

Massimo Mattioli

Reggio Emilia // fino al 24 giugno 2012
Fotografia Europea 2012
www.fotografiaeuropea.it
Tutto il programma in PDF 

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • giuseppe

    Purtroppo, tanti ritratti, oggi, a causa di una mal interpretata legge sulla privacy non si potrebbero fare e soprattutto mostrare.
    Vedi la recente mostra “Vietato!”.