L’ambiguità del serpente

Il serpente come simbolo del male. Ambigua minaccia che striscia negli spazi della galleria Furini di Roma, protagonista del progetto dell’artista croato Nemanja Cvijanovic. Insieme alla rappresentazione dei potenti della terra. Fino al 12 maggio.

Nemanja Cvijanovic - Progetto Anonimo - veduta della mostra presso la Galleria Furini, Roma 2012

Velenoso o meno, il serpente rimane un simbolo del male. E l’ambiguità data dall’incertezza circa l’inoffensività dell’animale, che striscia discreto sul pavimento della Furini Gallery, è funzionale al Progetto Anonimo di Nemanja Cvijanovic (Fiume, 1972). Ciò che è apparentemente innocuo, talvolta può essere ben più letale di una minaccia palese. Questo il senso delle immagini messe in scena dal giovane artista croato che, in maniera sintetica e pulita, impietosa e asciutta, offre una visione d’insieme del precario equilibrio che caratterizza la modernità. Le tragiche immagini di tre dittatori, recentemente scomparsi, si interfacciano con altrettante sculture, che riproducono, a dimensioni naturali e con tecnica ammirevole, le sembianze dei potenti di oggi. Un muto dialogo, denso di senso. Così l’artista ci porta oltre la morale dominante, per ribaltarla, senza mezzi termini, in funzione di una verità molto più scomoda e inquietante.
All’ingresso, il Potere e La Grazia richiama l’equilibrio sottile proposto all’interno, con un elegante dialettica tra acuta intelligenza e classica bellezza.

Ludovica Palmieri

Roma // fino al 12 maggio 2012
Nemanja Cvijanovic – Progetto Anonimo
FURINI ARTE CONTEMPORANEA
Via Giulia 8
06 68307443
[email protected]
www.furiniartecontemporanea.it

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Ludovica Palmieri
Ludovica Palmieri è nata a Napoli. Vive e lavora a Roma, dove ha conseguito il diploma di laurea magistrale con lode in Storia dell’Arte con un tesi sulla fortuna critica di Correggio nel Settecento presso la terza università. Subito dopo ha frequentato il Luiss Master of Art, ritornando dunque ad occuparsi di arte contemporanea. Durante il periodo di studio ha svolto diverse esperienze di tirocinio a Roma. Nel 2011 ha curato la rubrica dei libri su Exibart on Paper. Dopo il master ha collaborato con l’azienda Artchivium e, tutt’ora porta avanti progetti di ricerca. Dalla fine del 2011 svolge uno stage presso il MACRO, occupandosi di seguire il nuovo programma di residenze, nell’ambito del quale cura principalmente l’aspetto relativo alla produzione.
  • federica

    pensavo fosse cattelan