La (società di) massa letta attraverso l’indie rock

Alla galleria Uno+Uno di Milano sono allestite le opere dell’artista britannico Stuart Semple. Che gioca con i detriti culturali della società di massa, catturando frammenti di realtà in rapido divenire. Fino al 31 maggio.

Stuart Semple - I fall apart (parte di un dittico)

Si chiama Everlasting Nothing Less e si ispira al testo di una canzone del gruppo indie rock Manic Street Preachers. Parliamo della personale dell’artista britannico Stuart Semple (Bournemouth, 1980), di scena alla galleria milanese Uno+Uno. Una serie di dipinti di grande formato in cui, a essere riconcettualizzati, sono una serie di simboli culturali, segni dell’appartenenza a gruppo identitario e a un linguaggio condiviso. Attraverso l’analisi semantica delle più comuni e diffuse mitologie metropolitane, l’artista indaga gli usi e i costumi della società di massa, a tratti glorificandola e a tratti, invece, mostrandone le lacune, fermando il tempo nell’attimo sublime della sua risolutiva catastrofe. Un invito a spingersi oltre la bellezza della superficie, oltre le sue mistificanti seduzioni, e così interrogarsi sul valore dei simboli che ci abitano.

Alessia Delisi

Milano // fino al 31 maggio 2012
Stuart Semple – Everlasting Nothing Less
UNO+UNO
Via Ausonio 18
02 8375436
[email protected]
www.galleriaunopiuuno.com

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Alessia Delisi
Palermitana d'origine e milanese d'adozione, intraprende la carriera di giornalista freelance subito dopo la laurea in Filosofia Estetica che consegue con il massimo dei voti e una tesi su Rayuela di Julio Cortázar. Scrive di arte, design, cultura e culinaria ed è coautrice di una pellicola indipendente argentina. Il suo rapporto con la scrittura è di natura estremamente passionale.