La reversibilità del dono

Negli spazi di Peep-Hole, il CAC di Brétigny supervisiona – fino al 19 maggio – una collettiva di artisti che si misurano con la dimensione del dono e le sue implicazioni nel quotidiano. Fra atti di generosità sprecata e gesti di speranza, la mostra è un ultimo segreto regalo.

Reversibility. A Theatre of De-Creation. Chapter III - veduta della mostra presso Peep-Hole, Milano 2012 - photo Alessandro Zambianchi

Al suo terzo passaggio, Reversibility. A Theatre of De-Creation, curata da Pierre Bal-Blanc, mette in relazione alcuni artisti con la modalità di conduzione degli spazi di Peep-Hole. Andrea Bottner, Esther Ferrer, Felix Gonzalez-Torres, Sanja Ivekovic, Ben Kinmont, Jiff Kovanda, Marcello Maloberti, Teresa Margolles, Emilie Parendeau, Martha Rosler, Santiago Sierra, Slaven Tolj e Isidoro Valcarcel Medina danno vita a un percorso in cui gli oggetti quotidiani diventano metafore e tramiti di differenti forme di dono. L’intera mostra, una delle ultime che lo staff di Peep-hole organizzerà nello spazio di via Panfilo Castaldi, ha come motore centrale il progetto performativo di Isidoro Valcarcel Medina, dal titolo No necessita titulo (1990). Su alcuni tavoli, imbanditi al centro della sala principale, ogni giorno vengono serviti sei pasti provenienti da sei mense dei poveri della città di Milano. A sera ogni piatto, ovviamente rimasto intatto, viene buttato, a simbolo di un’impossibilità dell’esattezza del dono, offerto come contrappunto alla crudeltà dello spreco.

Ginevra Bria

Milano // fino al 19 maggio 2012
Reversibility. A Theatre of De-Creation. Chapter III
a cura di Pierre Bal-Blanc
PEEP-HOLE
Via Castaldi 33
339 7656292
[email protected]
www.peep-hole.org