Incantamento australe. Kentridge visto (anche) dai bambini

William Kentridge arriva in Australia. In mostra disegni, sculture e preziose animazioni dalla collezione dell’artista. Succede a Melbourne fino al 27 maggio. E la riflessione sull’apartheid trova radicamento in una terra che non manca di contraddizioni.

William Kentridge - Five Themes - veduta della mostra presso l'ACMI, Melbourne 2012

Melbourne è una città ricca e lotta per il primato di capitale culturale del Paese. L’ACMI – Australian Centre for the Moving Image ospita in questi mesi Five Themes, una retrospettiva dedicata alla carriera dell’artista sudafricano celebrato, appena un anno fa, anche a Milano. William Kentridge (Johannesburg, 1955) è un maestro artigiano, la sua mano è potente quanto il suo spirito leggero. Affamato di ogni forma d’arte, con l’animazione ha restituito al pubblico quello che è oggi il bene più prezioso: il tempo.
La mostra esalta l’atteggiamento trasversale di un artista eclettico che sogna un’unica opera come combinazione di linguaggi diversi: musica, disegno, teatro, cinema, performance e fotografia. Il percorso si snoda nella penombra tra sessanta lavori – comprese le proiezioni più famose – per una visita di circa due ore e trenta. La mostra arriva da San Francisco e Mark Rosenthal, curatore e storico dell’arte newyorchese, conferma nell’allestimento cronologico le sue abilità tecniche.

William Kentridge - Five Themes - veduta della mostra presso l'ACMI, Melbourne 2012

Le forme si complicano, i dettagli si moltiplicano per poi disfarsi e gradualmente trasformarsi. Ogni immagine contiene la precedente mentre anticipa le sfumature della successiva, rivelando la drammatica tensione tra memoria e oblio. Kentridge racconta le storie del mondo che lo circonda e le articola in cinque movimenti: l’Apartheid, il colonialismo, il teatro, l’atelier e l’Avanguardia. Lui conosce bene il Sudafrica e le sue tragedie, così negli Anni Ottanta sceglie di denunciare la sofferenza di un popolo perseguitato, disegnando processioni di silhouette incerte che si muovono leggere al ritmo delle tristi melodie africane.
Agli abusi razziali sono dedicate le animazioni storiche, tra cui Johannesburg, 2nd Greatest City after Paris (1989). Poi il riconoscimento – ben prima di Martin Scorsese – a un altro grande regista sperimentale con 7 fragments for Georges Méliès (2003) e ancora tante altre straordinarie opere di proprietà dell’artista.
Da non dimenticare le didascalie con i commenti incantati dei bambini, forse primi veri destinatari di questo folle e semplice mago sudafricano.

Michela Tornielli di Crestvolant

Melbourne // fino al 27 maggio 2012
William Kentridge – Five Themes
a cura di Mark Rosenthal
ACMI – AUSTRALIAN CENTRE FOR THE MOVING IMAGE
Federation Square, Flinders Street
+672 (03) 86632211
www.acmi.net.au

 

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Michela Tornielli di Crestvolant
Michela si laurea in storia dell’arte a Roma nel gennaio 2011 all’università Sapienza con una tesi sul movimento lettrista. Ora vive a Milano e frequenta il corso di laurea Magistrale in storia dell’arte contemporanea dell’università Cattolica del Sacro Cuore. Comincia a scrivere per il “Corriere dell’arte” occupandosi di alcuni tra i più interessanti eventi della scena culturale milanese. Impara – dopo le prime prove – le importanti regole del linguaggio giornalistico: semplicità, esattezza e sincerità. Per il futuro sogna le grandi interviste ai protagonisti del panorama artistico internazionale.