Dignità dell’errore

“Esiste solo una definizione per tutto”. Peccato che l’aereo carosello di parole che recitano l’assioma sia un codice inaccessibile. L’unica verità assoluta, l’inesistenza di essa, svelata da Ryan Gander. A Napoli, fino al 18 maggio, alla Fondazione Morra Greco.

Ryan Gander - Tell my mother not to worry (I) - 2012 - courtesy the artist & gb agency, Paris

Solo una vocale separa ‘errore’ da ‘errare’. Ma, se a ‘sbaglio’ si sostituisce ‘esperienza’, anche reiterare la stessa – apparentemente – cieca via è irrinunciabile vissuto conoscitivo. Ryan Gander (Chester, 1976) imbastisce continui inganni e sfide alla capacità di riconoscere il vero, a partire dall’iniziale motto criptato che, decodificato, dichiara proprio l’opposto di ciò che attende il pubblico.

Sculture, diapositive, foto, fasulli objets trouvés: tutte esche per concettuali e simbolici cortocircuiti gnoseologici nel fruitore. Per spingerlo a percorrere, come l’attore del video Man on the bridge, ancora e ancora ripetutamente lo stesso ponte che lo separa dal vero. Perché, se non esiste o non importa il perfect take, anche l’apparente insulso loop svela invece la sua celata, ipnotica natura: l’unica verità non è la meta ma il processo, e il coraggio di rendere reale ogni transizione da esso richiesta.

Diana  Gianquitto

Napoli // fino al 18 maggio 2012
Ryan Gander – Lost in my own recursive narrative
FONDAZIONE MORRA GRECO
Largo Avellino 17
081 210690
[email protected]
www.fondazionemorragreco.com

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Diana Gianquitto
Sono un critico, curatore e docente d’arte contemporanea, ma prima di tutto sono un “addetto ai lavori” desideroso di trasmettere, a chi dentro questi “lavori” non è, la mia grande passione e gioia per tutto ciò che è creatività contemporanea. Collaboro stabilmente con Artribune dal suo nascere, dopo aver militato fino al 2011 in Exibart. Curo rassegne, incontri, mostre, corsi, workshops e seminari in collaborazione, tra gli altri, con il Pan – Palazzo delle Arti Napoli, il Forum Universale delle Culture 2010, la Facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’Accademia di Belle Arti di Napoli, l’Università Parthenope e le gallerie Overfoto e Al Blu Di Prussia. Sono da anni ideatrice, curatrice e docente di corsi e laboratori di avvicinamento all’arte contemporanea in numerosi enti culturali, condotti secondo una metodica sperimentale da me ideata che sintetizzo sotto il label di CCrEAA - Comprensione CReativa e Empatico Ascolto dell'Arte e che mira a promuovere un ascolto empatico dell’arte allo scopo di una sua comprensione, comunicazione, divulgazione e veicolazione più profonda e incisiva. La mia ricerca è orientata in particolare verso le forme espressive legate alle tecnologie digitali, all’immateriale, alla luce e all'evanescenza, a un’evocazione di tipo organico, a una ricognizione olistica del senso antropico ed esistenziale capace di armonizzare indagine estetica, sensoriale, cognitiva, emotiva e relazionale. [ph: Giuliana Calomino (particolare)]
  • bagno di realtà

    La maggior parte delle mostre fatte da Morra Greco sono pessime, è come se gli artisti invitati si fossero messi d’accordo per dare il peggio di se.