Ai Weiwei, il maestro ceramista

Fino al 25 maggio, la Lisson Gallery di Milano ospita la prima mostra personale in Italia dell’artista cinese Ai Weiwei. Un focus sulla produzione ceramica, quella poi sfociata nei semi di girasole che hanno invaso la Turbine Hall della Tate Modern.

Ai Weiwei - Watermelon - 2006 - porcellana - courtesy the artist & Lisson Gallery - photo Gino Pisapia

Più volte additato come rivoluzionario, dissidente, evasore fiscale, Ai Weiwei (Pechino, 1957) è sicuramente uno dei protagonisti più interessanti e discussi della scena artistica contemporanea. Artista, scultore, scrittore, architetto e designer, ha più volte dimostrato il suo coraggio e il suo impegno politico, mettendo a rischio la propria vita nel vano tentativo e nella speranza di dare origine con il suo lavoro a un cambiamento della società. Cambiamento per il quale lotta quotidianamente anche attraverso internet e il suo blog, che ha registrato milioni di iscritti e seguaci nel mondo.
Purtroppo per lui, la censura arriva anche in Rete, ma di certo questo non lo scoraggia, anzi in una recente dichiarazione rilasciata al quotidiano britannico The Guardian dice: “La Rete non è controllabile. E se Internet non è controllabile, alla fine la libertà avrà la meglio”. Se per ora questi intenti e queste parole sono solo utopia per la Cina, il cambiamento e la libertà – insieme alla memoria e alla denuncia – diventano elementi concreti e reali in tutta l’opera di Ai Weiwei.

Ai Weiwei - Gost Gu - 2007 - porcellana - courtesy the artist & Lisson Gallery - photo Gino Pisapia

La mostra milanese, attraverso una selezione operata tra una delle aree di ricerca nella vasta produzione dell’artista, offre la possibilità di osservare una serie di lavori in porcellana e marmo realizzati fra il 2006 e il 2010.
Entrando nello spazio di via Zenale si percepisce immediatamente il gioco di luci e colori fra interno ed esterno, tra il candido bianco delle pareti e il rigoglioso verde della vegetazione del giardino. La prima opera ad accogliere lo spettatore è Watermelons del 2006, coppia realistica di angurie realizzate a mano in porcellana mentre sullo sfondo, oltre la porta/vetrata di accesso al giardino, si scorge Bubble del 2008, installazione originariamente composta da 100 sfere di porcellana blu presentata nei prati di Watson Islands a Miami, per l’occasione ridimensionata a 6 elementi.
Si prosegue con Ghost Gu del 2007, coppia di vasi bianchi all’esterno e finemente decorati e istoriati all’interno, attraverso il quale l’artista re-interpreta una particolare tipologia di vaso del periodo Yuan (1279-1368). Oil Spill e Pillar del 2006 sono invece altre due opere in porcellana, la prima costituita da sette pozzanghere nere che replicano fedelmente altrettante macchie di petrolio, la seconda un grande vaso blu di circa due metri d’altezza che, posizionato in giardino, entra in connessione con l’interno dello spazio attraverso la finestra che si apre al centro della parete.
Conclude la mostra Marble Plate del 2010, candido piatto dal diametro di un metro finemente decorato a intarsi, che testimonia una parte della recente produzione di Ai.

Ai Weiwei - Oil Spill - 2006 - porcellana - courtesy the artist & Lisson Gallery

Le opere esposte segnano un punto di svolta nel lavoro dell’artista: sono infatti frutto di un lungo e intenso periodo di lavoro nel 2006 a Jingdezhen, città a nord della Cina dove si concentra il più alto numero di artigiani specializzati nella produzione della porcellana. Qui Ai Weiwei ha imparato le tecniche di lavorazione usate dagli antichi maestri e, rispettandole alla perfezione, le ha trasferite nelle sue opere.
Da questa esperienza con i maestri ceramisti è nata anche la monumentale installazione Sunflower Seeds che nel 2010 ha invaso – con 100 milioni di piccoli semi di girasole in ceramica dipinta e realizzati a mano da 1.600 artigiani – la Turbine hall della Tate Modern di Londra.

Gino Pisapia

Milano // fino al 25 maggio 2012
Ai Weiwei
LISSON GALLERY
Via Zenale 3
02 89050608
[email protected]
www.lissongallery.com

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Gino Pisapia
Classe 1981, Gino Pisapia è critico d’arte e curatore indipendente, indaga e si occupa di ricerca sulle ultimissime esperienze artistiche, vive e lavora a Firenze. Nel 2006 si è laureato in Storia dell'arte Contemporanea all'Università di Napoli, nel 2007 ha conseguito un master in Management dei Beni Culturali promosso dalla Regione Campania. Ha ideato e realizzato progetti di didattica museale integrata, nel 2008 ha scritto e diretto il documentario Astrazione Napoletana sull'opera di Renato Barisani e dal 2007 al 2010 ha collaborato con la Galleria Lia Rumma di Napoli/Milano. Ha tenuto lezioni di storia dell'arte e fatto parte di varie giurie per l'assegnazione di premi legati alla cultura e all'arte contemporanea. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati tra cui Memories; vertigine [di]segno; Tempus edax rerum; Elements; Cleo Fariselli. I suoi contributi critici sono presenti in diverse pubblicazioni. Scrive per Exibart, ArsKey e Artribune.
  • Angelov

    Ho visto la mostra il giorno dell’Inaugurazione.
    Sembrano lavori di un designer più che di un artista.
    Ma secondo me, vale la pena anche vederli per la location della galleria, che da su un cortile dove si dice abbia vissuto Leonardo da Vinci, durante il suo soggiorno a Milano.

  • Gabriele

    Pronti per entrare nei salottini di ricchi collezionisti.

    • SAVINO MARSEGLIA (Critico d’arte sui generis)

      In realtà, si tratta di comuni soprammobli in porcellana. In questo caso parlerei solo di design e dell’applicazione di un’antica tradizione della ceramica artigianale…
      Per un borghesuccio provinciale è difficile uscire dalla galleria senza aver prima comprato almeno uno di questi oggetti colorati…