Spirito di patate

Quasi una mostra-manifesto per la romana Extraspazio, fra opere a parete e altre che stanno fra soffitto e pavimento. Parliamo della personale di Lorenzo Lupano intitolata “Potato Variations”, allestita fino al 27 aprile. “Cavoli e rape rosse mi hanno sviato da te”, cantava nientepopòdimeno che Bach.

Lorenzo Lupano - Glowing Potatoes #01-05

Il termine ‘punk’ sembra essersi trasferito dall’ambito musicale a quello delle arti visive. Da qualche tempo è tutto un dichiararsi “punk dentro”; un proclamarsi fautori di una sensibilità punk; un invocare mostre che abbiano uno spirito “un po’ punk”. Sarà pure un tic solo linguistico, ma sentire proferire questa parola con così tanto fervore in un Paese tendenzialmente formalista come il nostro fa un po’ impressione. La verità è che c’è voglia di sbrigliatezza nell’aria. In questo senso, quella di Lorenzo Lupano (Roma, 1970) da Extraspazio è quasi una mostra-manifesto. Non è forse so contemporary individuare nelle patate il centro dell’universo, chiamare in causa in proposito Bach, e mettere su una personale bizzarra e generosa, molto più… cruda e fresca di tanto manierismo fatto di esiti minimi che però non sono anche intensi?

Pericle Guaglianone

Roma // fino al 27 aprile 2012
Lorenzo Lupano – Potato Variations
EXTRASPAZIO
Via di San Francesco di Sales 16a
06 68210655
[email protected]
www.extraspazio.it

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Pericle Guaglianone
Pericle Guaglianone è nato a Roma negli anni ’70. Da bambino riusciva a riconoscere tutte le automobili dalla forma dei fanali accesi la notte. Gli piacevano tanto anche gli atlanti, li studiava ore e ore. Le bandiere erano un’altra sua passione. Ha una laurea in storia dell’arte (versante arte contemporanea) ma è convinto che nessuna immagine sia paragonabile per bellezza a una carta geografica. Da qualche anno scrive appunto di arte contemporanea e ha curato delle mostre. Ha un blog di musica ma è un pretesto per ingrandire copertine di dischi. Appena può si fionda in qualche isola greca. Ne avrà visitate una trentina.
  • quodlibet

    mi pare contraddittorio voler indicare a tutti i costi una citazione colta per una mostra POPPeggiante e “sbrigliata”. bisogna essere fieri delle proprie cazzate, senza sentirsi troppo in colpa, altrimenti si è solo vecchi, altro che ‘so contemporary’