Pantere in frantumi e aspiranti Gesù

Marcello Maloberti (fino al 3 giugno) e Christian Jankowski (fino al 6 maggio) di scena al Macro per la “prima” dell’era Pietromarchi. Un’analisi della loro partecipazione e una riflessione sul nuovo volto (e sulle potenzialità) del museo di via Nizza

Christian Jankowski - Casting Jesus - 2011

La vera “prima” dell’era Pietromarchi al Macro sancisce la fusione dei due corpi architettonici del museo. Si mirava alla massima fluidità spaziale, il risultato è aver trasformato un complesso disarmonico e con due facce, per quanto era possibile, in un tutto organico. Ora al Macro si potrebbe persino organizzare una mostra collettiva – un po’ pazza forse ma plausibile – in grado di occupare tutte le sale disponibili. In fondo proporre visioni d’insieme è uno dei compiti precipui di un museo d’arte contemporanea, stante la disponibilità di un campo allestitivo più vasto, dunque potenzialmente più osmotico, rispetto a quello mediamente più “coercitivo” tipico delle gallerie.

Marcello Maloberti - Blitz - 2012

Risultano quindi più comunicanti tra loro spazi situati agli antipodi in una visita-passeggiata al Macro, come quelli riservati per l’occasione a Marcello Maloberti (Lodi, 1966; vive a Milano e New York) e Christian Jankowski (Gottingen, 1968; vive a Berlino). Di conseguenza diventa più leggibile, ad esempio, il fatto che un’idea di primo piano ritrattistico, sia rintracciabile nell’indagine di entrambi; o che gli effetti “sovversivi” ingenerati dalla presenza degli specchi nelle installazioni-performance di Maloberti concernano pure l’inquadratura-retrovisore che, nel video di Jankowski, rileva pulsioni “umane troppo umane” nei componenti di una giuria sui generis. Corrispondenze che evidenziano le nuove potenzialità espositive del museo, e a maggior ragione per il fatto che gli artisti in questione sono per il resto tra loro assai… lontani.

Marcello Maloberti - Circus Palermo - 2007

Nel suo intervento, Maloberti traduce in chiave indoor un’idea di performance-reportage inclusiva e dilatata, rapportandosi a un principio opposto di climax catastrofico e frontale. Tonalità circensi e relazionali assumono qui forme sequenziali e meno “paesaggistiche”; per cui restando di tipo performativo, la sua partecipazione va forse fotografata tra un’azione e l’altra, nella concomitanza tra l’invasione da parte del pubblico della sala Enel piena di frammenti di pantere di porcellana, e l’applicazione di spezzoni di guard-rail stradale, eseguita sul posto da una squadra di operai specializzati. Meritati gli applausi, se non altro per il tentativo di fondere in modo un po’ esplicito vena felliniana e tensione situazionista. Va più sul sicuro Jankowski, che all’altro capo del museo formalizza un ritratto del potere ineccepibile, ma un po’ scontato, cogliendo i tic significativi di una commissione esaminatrice intenta a coniugare iconografia sacra ed esigenze da format televisivo.

Pericle Guaglianone

Roma // fino al 3 giugno 2012
Marcello Maloberti – Blitz
fino al 6 maggio 2012
Christian Jankowski – Casting Jesus
MACRO
Via Nizza 138
06 671070400
[email protected]
www.macro.roma.museum 

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Pericle Guaglianone
Pericle Guaglianone è nato a Roma negli anni ’70. Da bambino riusciva a riconoscere tutte le automobili dalla forma dei fanali accesi la notte. Gli piacevano tanto anche gli atlanti, li studiava ore e ore. Le bandiere erano un’altra sua passione. Ha una laurea in storia dell’arte (versante arte contemporanea) ma è convinto che nessuna immagine sia paragonabile per bellezza a una carta geografica. Da qualche anno scrive appunto di arte contemporanea e ha curato delle mostre. Ha un blog di musica ma è un pretesto per ingrandire copertine di dischi. Appena può si fionda in qualche isola greca. Ne avrà visitate una trentina.